Uno dei fondatori di Ben & Jerry’s, Ben Cohen, è stato arrestato mercoledì a Washington, DC, durante un’udienza del senato americano mentre denunciava i finanziamenti USA all’esercito israeliano.
Proprio durante un’udienza della commissione sanitaria del Senato, dove aveva la parola Robert F. Kennedy Jr., ministro della Salute, che promuoveva il bilancio del presidente Trump per il prossimo anno fiscale, Ben Cohen (74 anni) e un gruppo di manifestanti per la causa palestinese hanno interrotto l’udienza con lo scopo di denunciare il finanziamento del genocidio in corso a Gaza.
Il Congresso uccide i bambini poveri di Gaza acquistando bombe e paga il prezzo cacciando i bambini dal Medicaid negli Stati Uniti.
[…] Il Congresso e i senatori devono allentare l’assedio, devono permettere l’ingresso del cibo a Gaza. Devono dare da mangiare ai bambini che muoiono di fame.
Queste sono alcune delle parole che si sentono dire da Cohen nel video da lui pubblicato, filmato in cui invita i legislatori ad un maggiore impegno nel far arrivare cibo a Gaza, dove le Nazioni Unite e altre agenzie umanitarie hanno dichiarato che si prevede una carestia.
Il co-fondatore di Ben & Jerry’s è stato portato fuori dalla polizia del Campidoglio e accusato di affollamento, ostruzione e disturbo, dalla polizia in una nota, reati minori che possono essere puniti con un massimo di 90 giorni di prigione e una multa di 500 dollari in caso di condanna.
Sono state arrestate altre sei persone con l’accusa di aggressione e resistenza a pubblico ufficiale.
Il link al video – https://www.instagram.com/p/DJpVX1yxJ9N/
Qui, il post di Ben Cohen, di ieri 15 maggio:
Non posso dirmi americano e non mettermi sulla linea. Per me i nostri finanziamenti governativi alla distruzione e al massacro delle famiglie di Gaza sono un attacco alla giustizia, alla decenza comune, e a quello che io pensavo fosse il modo americano. Quello che Superman difendeva, insieme alla verità e alla giustizia.
L’attivismo di Ben & Jerry’s
L’azienda, fondata nel 1978 da Ben Cohen e Jerry Greenfield, ha sempre dimostrato un’attenzione sociale e d’impresa. Dall’agosto del 2000 la multinazionale britannica, fondata nel 1929, Unilever ha acquisito il marchio, lasciando però una larga autonomia: Cohen e Greenfield sono noti per il loro attivismo, tra cui il sostegno alla campagna anti-razzista di black lives matter e a favore della legalizzazione della cannabis, ma anche, e soprattutto da tempo, l’opposizione all’occupazione israeliana nella striscia di Gaza e nella Cisgiordania occupata.
Su quest’onda, nel 2021 Ben & Jerry’s ha dichiarato che avrebbe interrotto le vendite nei territori che Israele occupa, e Unilever, pur distanziandosi dall’iniziativa, non ha imposto all’azienda del Vermont di riprendere le vendite nei territori in questione. Ciò nonostante, Unilever ha venduto i diritti commerciali di Ben & Jerry’s in Israele a una propria succursale, Blue & White Ice Cream Ltd, permettendo di fatto la vendita dei prodotti anche in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, anche se solo con l’etichetta in ebraico e arabo, decisione da cui il consiglio d’amministrazione di Ben & Jerry’s, nel 2022 ha preso le distanze:
Tutti i prodotti venduti da Blue & White’s sono stati venduti con il suo nome in Israele e nella Cisgiordania occupata. […] Tutti i prodotti venduti da Blue & White Ice Cream Ltd. sono esclusivamente suoi e non devono essere confusi con quelli prodotti e distribuiti da Ben & Jerry’s Homemade Inc.
Questo è stato possibile, nonostante il tentativo di bloccare questa decisione da parte di Ben & Jerry’s, che ha perso la causa, perché l’accordo di acquisizione lascerebbe libertà al marchio, ma l’ultima parola in termini di operazioni finanziare e business spetterebbe a Unilever.
Nel 2024, il marchio di gelati è tornata a fare causa alla multinazionale, con l’accusa di non aver rispettato gli obblighi contrattuali: Unilever, avrebbe minacciato di smantellare il consiglio di amministrazione al fine di censurare l’azienda nel suo tentativo di esprimere pubblicamente sostegno alla popolazione palestinese.
Ben & Jerry’s ha accusato nuovamente Unilever il marzo scorso, per aver rimosso l’amministratore delegato Dave Stever senza consultare il consiglio di amministrazione del marchio, il che sarebbe in violazione degli accordi d’acquisizione. Rimozione, che secondo l’azienda sarebbe motivata, non da questioni strettamente lavorative, ma dalla missione sociale promossa dall’amministratore e dell’azienda stessa.
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