Benefici dell’esercizio aerobico: accresce il vocabolario dei bambini

Tra i tanti benefici dell’esercizio aerobico forse questo è il più inaspettato, secondo una ricerca proveniente dall’Università del Delaware un esercizio aerobico come il nuoto aiuterebbe bambini di età tra i 6 e i 12 anni a “fissare” nuovi vocaboli.
L’articolo scientifico firmato dall’autrice principale Maddy Pruitt e da Giovanna Morini, assistente professore nel Dipartimento di scienza e disordini della comunicazione, è uscito su Journal of Speech, Language, and Hearing Research.
La Pruitt è stata una nuotatrice a livello di college e ora frequenta classi di crossfit, dunque l’esperimento da lei condotto è consistito nell’insegnare delle nuove parole a bambini di età compresa tra 6 e 12, poi sono stati divisi in tre gruppi: un gruppo ha nuotato, un altro ha fatto degli esercizi di crossfit e al terzo sono stati dati fogli da colorare.
I bambini che avevano nuotato si sono dimostrati il 13% più accurati nei test per controllare l’apprendimento dei vocaboli.
C’è una spiegazione fisiologica, il movimento aiuta la produzione di Brain Derived Neurotrophic Factor (BDNF), in italiano potremmo tradurlo con  fattore neurotrofico cerebrale o “derivato dal cervello”, una proteina appartenente alla famiglia delle neurotrofine che è uno stimolante della crescita nervosa.



La Pruitt lo defiinisce il Miracle-Gro del cervello, cioè concime per il cervello (quello è il nome di marca di prodotti per il giardinaggio famosissima negli USA).
Voi direte perché il nuoto sì e il crossfit no? Anche quello è un esercizio aerobico. La supposizione è che gli esercizi di crossfit che i bambini non conoscevano hanno impegnato troppo il loro cervello, mentre i bambini che hanno nuotato hanno fatto un esercizio più automatico.
Prima che qualche nuotatore mi aggredisca: sono un nuotatore, nuotare non è facile ed è uno sport dove la tecnica è tutto, non si nuota senza cervello, ma è anche vero che una volta che il corpo ha imparato certi movimenti a chi di noi non capita di andare in acqua per abbandonarsi, staccare il cervello e lasciare che il nostro corpo ricordi da solo cosa fare?
Se la Pruitt è quella che ha condotto l’esperimento coi bambini, la Morini è quella che ha fatto il lavoro di laboratorio, ora ha uno studente che sta conducendo un lavoro simile con bambini molto piccoli, scusate ma in italiano non c’è una traduzione per il termine inglese toddler che indica bambino nella fase in cui iniziano a camminare.  Finora ci si era soffermati sui benefici dell’esercizio aerobico per il fisico , quello dei benefici per il cervello e l’apprendimento è un campo nuovo che potrebbe interessare una serie di professionisti: badanti, educatori, medici …

Roberto Todini

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