Benvenuti nella caverna Feltri

"Chi dice male degli altri udrà parlare di sé sempre peggio."Baltasar Graciàn

Gatto cerca di scappare da Vittorio Feltri.
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Benvenuti nella caverna Feltri

Quando passò a miglior vita Montanelli spuntarono suoi presunti eredi come funghi, ma “l’Ovolo Malefico” per eccellenza è sempre stato Vittorio Feltri.

Il soggetto è facilmente descrivibile … è un italiota tipico: pur di risultare virilmente originale direbbe qualsiasi minchiata. E da quando esiste Twitter possiamo diventare dei seguitissimi minchioni tranquillamente da casa e in appena 140 caratteri. Che figata! Solo due nomi: Trump e Renzi … e scusate se è poco.

Feltri liquida il caso Asia Argento con il classico: “lo ha voluto lei e adesso fa la vittima, insomma esattamente come farebbe un qualsiasi cavernicolo che si rispetti. E’ bieco, squallido, triste, ma –  ahinoi – ci sta, perché la banalizzazione impera! La sua è stata la risposta tipica del tamarro, più che da maschilista direi da misogino fallocelebroleso. Rassegniamoci … la mediocrità è dura a morire.

Il guaio non è che Feltri è sostanzialmente un attempato fascistello represso, vestito da incartapecorito alto borghese britannico, che deve infilare il manganello (oramai metaforicamente) in ogni discussione per sentirsi macho – in Italia tali primati sono una trasversale maggioranza – ma che è considerato un intellettuale,  una figura di riferimento del giornalismo italiano. Beh, scusate tanto, ma allora le cose cambiano!

Se io apro un giornale non voglio ritrovarmi editoriali che mi teletrasportano come per magia ad un incontro al vertice di un cartello colombiano. Ho ascoltato gente più assennata nei cessi degli autogrill!

A voler esser sinceri, per quanto Feltri sia il direttore di un giornale, non mi interessano le sue opinioni personali. Se voglio ascoltare le patetiche ovvietà di un triste maschilista misogino vado al bar sotto casa, non compro “Libero”(non lo compravo comunque).

Se mi parla di molestie e di abusi sessuali esattamente come me ne parlerebbe un troglodita incazzato solo perché si è accidentalmente seduto sulla sua clava se lo può tranquillamente risparmiare. Non mi servono, non mi aiutano né a capire un problema né a risolverlo.

Insomma le inutili opinioni di Feltri sono tanto moleste quanto controproducenti, esattamente come lo possono essere le morbose avance di un orripilante uomo di potere nei confronti di giovani donne che vogliono far carriera.

Feltri nell’inveire come un bonobo che mostra i genitali al mondo che gusto ci prova? Che gusto ci prova un produttore brutto come la fame e viscido come un verme a sapere che una giovane donna gli si concederà solo per far carriera? Potrà anche starci, ognuno è libero di fare quello che vuole, ma quasi certamente continuerà a schifarlo come prima, se non di più.

Credo che in entrambi i casi la soddisfazione sia la medesima, e cioè trattasi di puro e malato narcisismo; fare del potere personale potenza sessuale, in totale assenza di qualsivoglia fascino o qualità attrattive. Se non fossero così pericolosi e patetici farebbero quasi pena, ma non è così. Ma almeno Vittorio Feltri non mette le mani addosso a nessuno, col suo ego preferisce masturbarsi anziché molestare.

Asia Argento, invece, è purtroppo progioniera del suo personaggio, un personaggio nel quale è arrivata a immedesimarsi fin troppo; ma una vittima è una vittima, e questa donna, quasi certamente, non è solo stata vittima di se stessa, ma – vista un’evidente fragilità personale – vittima anche di qualcun altro .

Quindi se ha vissuto come traumatico e molesto quel periodo della sua vita sarebbe inutilmente pernicioso non crederle. Mettere in dubbio una sofferenza solo perché dobbiamo spettegolare su un costruito comportamento da tardiva adolescente ribelle è piuttosto triste, e non saremmo diversi da quelli che dicono: “aveva la minigonna e quindi se l’è andata a cercare.”

Quante persone hanno riconosciuto come estremamente negativo un periodo della loro vita solo col senno di poi? Facciamocene una ragione,  il rischio di abituarsi al torbido è sempre dietro l’angolo. Lo possiamo fare nostro fino a renderlo abitudine, possiamo arrivare a considerarlo anche come “la normalità” (la parola più pericolosa al mondo), in casi estremi siamo anche capaci di desiderarlo e a sentirne l’assenza, perché per troppo tempo abbiamo conosciuto solo il torbido.

Quanti imprinting negativi riconosciamo nei comportamenti sessuali? Evidenti retaggi di “prime esperienze” sbagliate o eccessive? La serenità e la consapevolezza sono merci rare, estremamente rare, e spesso sono più strumenti di propaganda, di promozione personale che comportamenti acquisiti.

In questa scenografica crociata mediatica per l’emancipazione vedo solo sessi in guerra, opinioni inutili che pretendono di esser sentenze. Vedo solo un argomento di straordinaria importanza divenuto inutile chiacchiericcio da salotto televisivo; e da quando – come la D’Urso – la Panicucci è stata rivestita di plutonio per apparire anche durante le notti di luna nuova, senza occhiali da sole non riesco più a reggerla. E pensare che io l’amavo!

fonte foto gossipblog.it

2 Comments
  1. Massimo Trento says

    C’è solo un prototipo più pericoloso del maschilista seduto sulla propria clava: quello androgino, culturalmente impotente che non sa più distinguere tra maschio e femmina, pronto a definire vittima chi volontariamente si prostituisce e carnefice il cliente. Scelga da che parte stare, genio, ma eviti di farci da maestrino con filippiche oscurantiste, a confronto con le quali le pitture rupestri brillano di infinita sapienza.

    1. Katia Murri says

      Sono perfettamente d’accordo con l’opinione del signor Massimo Trento.

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