Ecco perché non berrete più il caffè in capsule

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Il caffè in capsule ora non avrà più lo stesso sapore

Ecco perché non berrete più il caffè in capsule

Siete sicuri di sapere tutto sul caffè in capsule? Bere il caffè è quasi un rito per molti, a volte un pretesto per fare una pausa o incontrarsi con un amico, con tutta l’atmosfera e la carica emozionale che un momento simile riesce a generare.

Anche la stessa fase di preparazione ci permette di ‘prenderci cura’ della persona a cui lo stiamo offrendo, interrompere le attività in corso e dedicarci ad altro, attendendo quasi con apprensione il momento fatidico in cui tutto il caffè è ‘venuto su’, con quel suo aroma unico e dal suono inconfondibile della Moka.

Ma quanti oggi preparano ancora il caffè con la caffettiera tradizionale? In quanto non hanno ceduto alla tentazione di sentirsi fighi acquistando il caffè in capsule?

Perché a volte di moda si tratta. Negli ultimi anni in tutte le città italiane, nelle vie e nelle piazze più rinomate sono apparse queste boutique del caffè, che attirano i clienti con macchinette per il caffè dalle cromature all’ultima moda e con capsule dai colori attraenti e dai nomi esotici.

Si è creato, in pratica, un bisogno inesistente e un prodotto nuovo, divenuto alla ‘moda’ e diffusosi immediatamente. Geniale trovata degli esperti di marketing dei brand più famosi oggi per la vendita di questi prodotti, che sono stati capaci di declassare dall’immaginario collettivo un prodotto dal costo basso (una buona Moka in acciaio costa intorno ai 20 euro), dalla manutenzione inesistente e senza costi fissi, uno che invece ti impone dei costi fissi importanti e frequenti quali l’acquisto delle capsule (obbligatoriamente dello stesso brand), la manutenzione/sostituzione della macchina quando si rompe, innescando un meccanismo di perenne dipendenza tra produttore e consumatore.

Oltre a questi aspetti, forse non tutti sanno che il caffè in capsule:

  • È più tossico: contiene una dose 5-10 volte più elevata di Furano, una sostanza cancerogena che si sprigiona durante la tostatura ma che, essendo volatile, si disperde nell’ambiente con gli altri metodi di preparazione del caffè (polvere e solubile), mentre nelle capsule resta intrappolata all’interno.
  • È più costoso: se si considera uno dei maggiori brand del mercato, il caffè può costare fino a 5-7 volte di più rispetto alla tradizionale polvere, senza poi considerare i costi per l’acquisto della macchinetta e la manutenzione.
  • È più inquinante: non solo il nuovo elettrodomestico tanto in voga è difficilmente scomponibile (e quindi inquinante) a causa della diversità di materiali di cui è composto, ma anche le stesse capsule rappresentano un grave problema per lo smaltimento.

Si pensi che ad Amburgo è stato vietato l’utilizzo delle capsule negli uffici amministrativi a causa del loro alto potere inquinante. Realizzate in plastica e alluminio, molte di quelle in commercio non sono riciclabili, ma anche quelle potenzialmente riciclabile non vengono differenziate dai consumatori perché richiederebbe la separazione dei materiali.

E ora il caffè in capsule avrà lo stesso sapore di prima?

Annachiara Cagnazzo

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