Betelgeuse? No, la supergigante rossa non sta per esplodere

Betelgeuse, con la sua luce arancione-rossa, è uno dei corpi celesti più ammirati ad occhio nudo dal pianeta Terra. Questo è possibile perché questa stella, che fa parte della costellazione di Orione, è tra le 10 stelle più brillanti nel cielo notturno. Tutto ciò è straordinario se pensiamo che è lontana almeno 600 anni luce dalla Terra. La sua luce, quindi, impiega più di mezzo secolo per raggiungerci.



Betelgeuse è in una fase instabile della sua vita da stella: è una supergigante rossa che prima o poi esploderà diventando una supernova. E fin qui tutto normale, le stelle seguono una naturale evoluzione causata dagli eventi di fusione termonucleare al loro interno. Ma nell’ultimo periodo era diventata oggetto di speculazioni: la sua leggendaria brillantezza era offuscata destando la curiosità di ricercatori e appassionati di astronomia. Che fosse il preludio della tanto attesa esplosione?

Betelgeuse: meno luminosa del solito

A cavallo tra il 2019 e il 2020 gli astronomi avevano notato che la stella appariva meno luminosa del solito. Tra le teorie per spiegare questo fenomeno era stato ipotizzato che la stella fosse giunta ad una nuova fase della sua evoluzione. Ma tramite le osservazioni fatte con il telescopio Hubble, in orbita attorno alla Terra, si è scoperto che una nube oscurava la stella. Questa nube è il risultato di un’espulsione di materiale incandescente dalla superficie della stella. Il materiale si sarebbe poi raffreddato e avrebbe formato la grande nube di polvere che ha oscurato per dei mesi un quarto della superficie di Betelgeuse. Nessuna esplosione imminente, solo la normale attività di una supergigante rossa.

Noi siamo figli delle stelle

Le stelle, nel corso del loro ciclo vitale, possono essere considerate come delle fucine incandescenti per gli elementi che compongono l’intero universo. Tramite la fusione termonucleare che avviene al loro interno, le stelle producono tutti gli elementi chimici che conosciamo e li rilasciano verso l’esterno. Questi atomi viaggiano nell’universo e vanno a comporre altre stelle, galassie, pianeti e tutti gli esseri viventi. Alan Sorrenti non sbagliava nel cantare negli anni ’70 “Noi siamo figli delle stelle”.

Nel caso di Betelgeuse questo processo di produzione di elementi chimici si fermerà quando comincerà a produrre ferro. A quel punto la stella esploderà e disperderà nell’Universo tutti i suoi elementi. A quanto pare, però, questo momento non è ancora arrivato e la nube sembra essersi spostata e dispersa. Betelgeuse brillerà nei nostri cielo ancora per un po’.

Giulia Fasano

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