Non inquadrata dal fotografo durante la prima comunione: bimba entra in stato depressivo

Piange e si dispera per non essere stata immortalata durante la prima comunione

La vera notizia non è la condanna del fotografo, ma che una bambina di 9 anni possa entrare in “stato depressivo” per una foto, espressione usata oggi con leggerezza.

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Bimba in stato depressivo fotografo condannato al risarcimento

Il fotografo e cameraman imposto dalla parrocchia alle famiglie e da queste ultime retribuito per immortalare la cerimonia della prima comunione, per un errore tecnico dimentica di riprendere e fotografare il momento più importante di una delle bimbe.

La bimba di 9 anni reagisce malissimo quando scopre il “catastrofico” evento. Entra in stato depressivo, si dispera, piange, e subisce un fortissimo stress.

Come giusto che sia, la famiglia che è oltretutto molto cattolica e quindi tiene particolarmente al ricordo della cerimonia, denuncia il poco professionale professionista, e vince la causa con una sentenza durissima del giudice di pace.

Il Fotografo, che si era reso conto dell’errore ma nulla ha fatto per porvi rimedio pur avendo percepito i 70 euro pattuiti, è stato condannato a risarcire la famiglia, e anche la parrocchia che lui stesso aveva tirato in ballo per diluire la colpa.

Il giudice di pace di Torre Annunziata ordina al fotografo il pagamento:
-dei 70 euro della prestazione;
– di 1570 euro agli “attori” in campo, padre, madre e figlia, e non dimentichiamo gli interessi;
– di 1500 euro, sempre con interessi, ai genitori in quanto “esercenti la potestà genitoriale sulla minore”;
– di 1700 euro di spese legali più Iva al 15% e contributi previdenziali agli avvocati;
– del 50% di queste somme in favore della Parrocchia, ingiustamente chiamata in causa.

Giusto che l’errore porti con se delle conseguenze e non staremo qui a sindacare sulla severissima sentenza del giudice di pace, la vera notizia non è questa ma che una bambina di 9 anni possa entrare in stato depressivo per una foto, e della semplicità con la quale oggi parliamo di: “stato depressivo”.

Lo stato depressivo

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Lo stato depressivo è un disturbo dell’umore che può essere più o meno grave, fino a diventare invalidante nei casi più importanti. Parliamo di tristezza persistente, di diminuzione o perdita completa di interesse per le attività giornaliere, di perdita di vigore ed energia, ansia, insonnia o ipersonnia, perdita o aumento di peso, difficoltà nel prendere iniziativa, nel concentrarsi, nel socializzare, propensione all’isolamento, perdita di stima personale, fino a pensieri sulla morte e sul suicidio, tutti sintomi potenziali, che se legati ad una bimba di 9 anni fanno pensare ad una possibile responsabilità dei genitori.

Bambini depressi

Gli esperti ci dicono che la depressione nei bambini, può avere diversi fattori scatenanti ma è solitamente di tipo “reattivo” ovvero una reazione difensiva ad una condizione familiare e/o ambientale, oppure può essere legata ad eventi traumatici.

Alla radice quindi, ci sono sempre o quasi sempre i genitori e la qualità del rapporto instaurato con essi.

Una educazione troppo rigida e con scarse gratificazioni, una separazione da uno dei due genitori, una situazione di anaffettività, un quotidiano estremamente impegnato in attività che non lasciano tempo al gioco, o una esagerata apprensione e protezione che possono far percepire al bambino in modo ingigantito e drammatico anche i più piccoli problemi.

Questi sono tutti casi comuni nei quali il bambino vive un disagio e che possono portare ad uno stato depressivo. Non sappiamo la situazione familiare della bimba di 9 anni andata in stato depressivo per una foto mancata, e non possiamo che sperare in una diagnosi fatta con superficialità e approssimazione.

Andrea Ianez

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