Birthh, artista ideale per la sound track di Stranger Things

Esordio stratosferico per la giovane musicista fiorentina che a soli 19 anni stupisce tutti con il suo Born In The Wood

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birthh

È inutile fare giri di parole, metafore o altari barocchi di circostanza: Alice Bisi, in tutta la sua arte nota meglio come Birthh, ha tirato fuori dal suo cilindro un vero e proprio capolavoro.
In questo 2016 pieno di rivelazioni, la fiorentina Birthh fa il suo esordio a soli 19 anni con Born In The Woods, un disco arredato da suoni dal timbro lo-fi, tappeti elettronici e un’inconfondibile vocalità che mette d’accordo i migliori toni del gospel con i grandi pionieri della musica pop.


In questo album Birthh mette in campo tutta l’irrequietezza di uno spirito sensibile senza mai cadere nella banalità e nei luoghi comuni di una teenager; infatti la nostra Alice moderna preferisce vagare nella foresta, intrecciando i propri testi con i rami più robusti degli alberi e trovare nei rumori naturali il giusto scandire delle sue composizioni. Nello specifico, è la stessa Birthh ad ammettere di aver preferito che i suoni del Wurlitzer e di gran parte delle chitarre avessero un certo timbro lo-fi, a fare, così, da contrasto ai suoni precisi e netti dei beat e degli arpeggiatori. Degna di nota è sicuramente l’azzeccatissima scelta di fare a meno, o quasi, degli elementi della batteria acustica, sostituiti, appunto, da suoni presi dalla quotidianità (snap, battiti di mani, acqua, porte che sbattono…)
Stilisticamente la ragazza ha tutte le carte in regola per entrare nella minuscola cerchia dei fuori classe: se da un lato il suo ago della bilancia tende verso l’eleganza di Jon Hopkins, dall’altro il suo timbro diretto e viscerale è in grado di toccare corde decisamente più pop, tipo Lorde per citarne una.
Non è assolutamente una follia pensare a una sua comparsa nella sound track nella prossima stagione della fortunata serie Stranger Things, uscita su Netflix proprio questa estate; visto che, tra le tante cose, il feeling con il pubblico americano non manca con le dieci date tra Denver e la California e la partecipazione al SXSW.

 

Antonio Caputo

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