“Bisogna sempre spiegargliele le cose ai grandi”, la piccola Sophia contro la banalità del razzismo

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Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi.”
Il piccolo principe, Antoine de Saint-Exupéry




Hanno ragione, i bambini e le bambine nel dire che noi persone adulte non capiamo mai le cose senza che qualcuno ce le spieghi per bene. Hanno ragione a lamentarsi, a sbuffare udendo le nostre sciocche domande. Hanno ragione a chiedersi come si possa essere così ciechi davanti all’evidenza.

Stare con i grandi, per loro, non deve essere sempre facile: per i bambini e le bambine è tutto così palese e chiaro, soprattutto quando si parla di affetto. Poco importa a loro la provenienza, la storia, le caratteristiche fisiche di chi hanno davanti: ciò che conta è che l’altro o l’altra sorrida o almeno si sforzi di farlo. E perché i bambini e le bambine lo sanno che se esiste un tratto che ogni persona deve possedere, quello è il sorriso e la voglia di giocare. Tutto il resto… il resto?? Loro, i bambini e le bambine, non lo vedono neanche il resto. E spesso tocca spiegare ai grandi che quel resto non esiste.

Come ha fatto la piccola Sophia che ha dovuto pazientemente spiegare al cassiere che la bambola di colore che aveva scelto di portare con sè era uguale a lei. “Sei sicura che vuoi questa bambola? Non ti assomiglia per niente“, queste sono state le parole, questa è stata la domanda che l’uomo ha rivolto a Sophia che stringeva la sua bambola con la felicità e la gratitudine che noi grandi possiamo solo cercare di imparare da loro. La bambina ha preceduto la madre nella risposta, una risposta decisa, sicura e che ha messo a tacere il cassiere: “Sì, mi assomiglia. Lei è una dottoressa come me, lei è una bella ragazza e anche io lo sono. Guarda i suoi capelli fantastici! E guarda il suo stetoscopio!”.

Non è l’innocenza dei bambini e delle bambine a stupire ma la loro determinazione, quella che caratterizza gli spiriti rivoluzionari e che può essere la sola possibilità che ha il mondo per salvarsi. Immaginando il momento in cui Sophia ha difeso la sua scelta ma ancor di più, ha difeso la sua bambola e il sogno di entrambe di diventare dottoresse e con esso il sogno di ogni bambino e di ogni bambina del mondo, risulta difficile pensare che nel mondo, dei piccoli e delle piccole stavano soffrendo le tragiche conseguenze di guerre, conflitti, stupidità e bruttezze non loro bensì di quei grandi a cui le cose bisogna sempre spiegarle.




Perché è proprio complicato, forse, da capire che tutti e tutte devono vivere una vita serena, senza paura e senza barriere e senza discriminazioni. Che le parole, la grandezza, la bellezza di Sophia siano quelle di ogni bambino e di ogni bambina sulla Terra: affinché ce lo possano sempre ricordare.

Deborah Biasco

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