Bitcoin e Blockchain: ne parliamo con Antonio Simeone, fondatore di Euklid e Ceo di Stone Prime

Blockchain viene spesso usato come sinonimo di Bitcoin, ma il suo potenziale applicativo va ben oltre le criptovalute. Ne parliamo con Antonio Simeone, esperto di algorithmic trading e Founder di Euklid. Nel 2013 ha fondato – insieme a Davide Mancini e ad Annalaura Ianiro – “Discover Bitcoin”, il primo osservatorio europeo sul Bitcoin in collaborazione con il Prof. Gennaro Olivieri e l’Università LUISS Guido Carli di Roma ed è giornalista per Econopoly – Il Sole24Ore, nonché autore di libri come “Psicheconomia”. Con la sua StonePrime, oggi punta ad automatizzare il lavoro dell’analista scientifico sulle Biotech tramite Intelligenza Artificiale.

Bitcoin e Blockchain: sono la stessa cosa?

Dobbiamo fare un distinguo, tenuto conto che per un ‘massimalista’ la Blockchain non è solo il cuore del Bitcoin, ma il Bitcoin stesso. Grazie alla Blockchain, che è un registro pubblico open-source di tutte le transazioni del mondo Bitcoin – immutabile e trasparente – è possibile tenere in vita la criptovaluta.

 

Ogni cliente ha il controllo su tutte le spese che sostiene e le relative transazioni; inoltre, possono essere inseriti dei caratteri all’interno della Blockchain Bitcoin – dei bug – per salvaguardare dati sensibili: un database centralizzato è vulnerabile agli attacchi degli hacker, mentre la blockchain consente un maggior livello di sicurezza in quanto decentralizzata.

 

L’obiettivo di Satoshi Nakamoto era quello di creare un sistema alternativo di pagamenti e utilizzare il Bitcoin come moneta, non come asset speculativo; invece è successo l’opposto perché le transazioni sono diminuite e oggi viene acquistato piuttosto come bene d’investimento, in attesa che acquisti valore.

 

Ovviamente la Blockchain ha moltissimi ambiti di applicazione; per esempio, viene utilizzata negli smart contract o per il tracciamento della filiera produttiva. C’è una definizione di IBM di Blockchain ‘fuori’ dal Bitcoin che mi piace particolarmente:

“è un registro condiviso e immutabile che facilita il processo di registrazione delle transazioni e di tracciamento degli asset in una rete di business” .

Oggi il valore di un Bitcoin si aggira intorno ai 40 mila euro, mentre nel 2009 valeva qualche centesimo. Cosa diresti a chi crede che il Bitcoin sia una bolla finanziaria?

Una bolla si crea quando c’è un’aspettativa molto alta e ci sono più fasi che portano alla sua creazione. L’ultima fase è l’euforia e poi la fuga: sostanzialmente, se tutti immaginano che qualcosa possa salire sempre di valore e continuano a comprare, il ragionamento non torna perché non esiste una crescita eterna.

 

Molto probabilmente è una bolla, ma è anche vero che lo era Internet nel 2001. E da quella bolla sono nati dei giganti.

 

Riguardo alla possibilità, invece, che possa essere una moneta spendibile in futuro come sostituto dell’euro o del dollaro, personalmente non punterei. Trovo molto più probabile che le Banche Centrali, gli Stati e i Governi possano cooptare questa tecnologia per creare una criptovaluta o valuta digitale di Stato. In ogni caso, Bitcoin e Blockchain hanno contribuito a rendere la Finanza più efficiente e resiliente – ricordiamoci che Bitcoin è nato dopo la crisi del 2008, quando i mercati finanziari erano più vulnerabili.

E le altre criptovalute?

Ormai ce ne sono a migliaia. Il problema è che sono guidate prevalentemente da logiche di marketing: giocano sul fatto che valgano poco e speculano sulla speranza che possano replicare i risultati del Bitcoin in futuro. La maggior parte sono solo fenomeni speculativi, esclusi pochi casi come Ethereum.

Raccontaci di te: come si diventa algo-trader e qual è la differenza rispetto al trading tradizionale?

Antonio Simeone, Algo-Trader e Founder di Euklid
Antonio Simeone, Founder di Euklid

Nel 2012 ho avuto l’idea di fondare il primo osservatorio universitario europeo sul Bitcoin; quindi, in un periodo in cui la criptovaluta era stigmatizzata, perché non si conosceva bene. Grazie a questa esperienza, abbiamo scritto il primo libro in Italia sull’argomento (n.d.r. “Bitcoin: Guida all’uso”) e poi ho iniziato a lavorare sugli algoritmi di trading insieme ad un grande esperto.

 

Si parla di trading sistematico quando è la macchina che fa tutto – che acquista, che vende – mentre di algo-trading quando la macchina assiste un gestore. Di fatto siamo trader sistematici… per lo più ricercatori e scienziati che con la matematica cercano di cogliere la psicologia dei mercati immaginando che chi vi opera si muova come un insieme di particelle. In poche parole, andiamo a cercare un’equazione che regola questo meccanismo.

Un po’ come il volo degli uccelli in stormo.

Esattamente. Esistono studi che dimostrano che in tanti casi ci comportiamo come uno stormo di uccelli, dove non esiste un leader, ma un’intelligenza collettiva che guida il gruppo a muoversi in maniera coesa. Noi andiamo a cercare le analogie che esistono con il mondo della natura, della fisica e dell’astro-fisica e cerchiamo di riportarle nel mondo della Finanza.

Parliamo di Euklid.

È il primo fondo, autorizzato dalla Financial Service Authority londinese, completamente guidato da Artificial Intelligence, che realizza una gestione trasparente tramite Blockchain. Come il cuore di Bitcoin è la Blockchain, il cuore di Euklid è fatto da modelli matematici guidati da A.I. con l’obiettivo di trovare degli schemi all’interno di serie storiche che noi esseri umani non siamo in grado di cogliere. Può succedere, per esempio, che a un gestore capiti un problema personale che ne condiziona le scelte, ma l’algoritmo non è emotivo e può lavorare senza soluzione di continuità o fatica.

 

Noi di Euklid non seguiamo l’analisi fondamentale, non andiamo a cercare anomalie nei bilanci, ma facciamo ricerca scientifica e sviluppo. Andiamo a trovare le risposte all’interno dei prezzi, che sono di fatto risposte psicologiche: panico o euforia. È emblematico ciò che è successo durante la pandemia, quando i mercati erano crollati circa del 50% e noi eravamo inizialmente in guadagno e poi – mediamente – flat. In pratica, gli algoritmi avevano letto con qualche settimana di anticipo di un possibile crollo.

Come funziona il fondo e qual è l’investitore tipo?

Investiamo per il 70% nel mercato americano e per il 30% in quello europeo in aziende ad alta capitalizzazione (prevalentemente Blue Chips). Tutta l’operatività del fondo – lussemburghese – viene scritta sulla Blockchain del Bitcoin, quindi il cliente ha a disposizione il pieno track-record. Per ora, l’offerta di Euklid è rivolta agli investitori istituzionali, ma stiamo valutando un’apertura verso il retail e un cambio di prodotto, così come una ristrutturazione generale.

Hai nuovi progetti all’orizzonte?

StonePrime. L’Intelligenza Artificiale fa un’analisi scientifica di lungo raggio sul profilo del team di ricerca di oltre 500 società Biotech americane: da chi è composto, i paper che hanno scritto, la competitività, le conferenze… Studiamo la ricerca scientifica delle Biotech prima ancora dell’applicazione della fase 1, 2 e 3. In poche parole, scommettiamo sull’eventuale approvazione o meno di un determinato farmaco. Rispetto ad Euklid, abbiamo meno analisi quantitativa e più qualitativa.

È stata la pandemia il motore di ricerca per questa evoluzione oppure era un’idea già in cantiere?

Il team è stato costituito tre anni fa. Abbiamo creato un gruppo di lavoro dedicato, composto da ricercatori scientifici che hanno istruito le macchine per alcuni anni. Saranno infatti le macchine a fare la valutazione scientifica delle aziende: il lavoro dell’analista scientifico è stato completamente automatizzato.

Giulia De Vendictis

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