BlaBlaBus: come BlaBlaCar vuole prendersi i trasporti di tutta Europa

La celebre startup francese ha rilevato Ouibus e punta a inaugurare 70 nuove linee in tutta Europa, oltre al tradizionale servizio di carpooling.

Meno di 5 euro per andare da Parigi a Bruxelles in autobus: è la nuova guerra dei prezzi portata avanti da BlaBlaCar che, attraverso la nuovissima BlaBlaBus, punta a inaugurare 70 nuove linee e 400 sedi in tutta Europa entro la fine del 2019.

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BlaBlaCar, la celebre startup francese leader nel carpooling, ha recentemente introdotto BlaBlaBus, un servizio della lunga percorrenza in autobus. Per ora si tratta di un’opzione disponibile in Francia, in Belgio e in alcune città della Germania. Nasce dall’acquisizione di Ouibus, il servizio che SNCF aveva introdotto proprio per competere con BlaBlaCar. Secondo quanto annunciato infatti a inizio anno dai vertici di BlaBlaCar, l’obiettivo è quello di arrivare a collegare almeno sessanta città nella zona. Già entro la fine del 2019, BlaBlaBus dovrebbe inaugurare 70 nuove linee e 400 sedi in tutta Europa, offrendo in breve tempo tratte a prezzi competitivi.

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Il modello di business ricalca al momento quello di Flixbus, appoggiandosi a vettori locali. Rispetto al rivale tedesco, però, BlaBlaBus pemette di integrare bus e car sharing: il trucco è quello di fornire dei bus per le tratte più percorse e che colleghino i grandi centri, per poi lasciare al car sharing la capillarità degli spostamenti tra luoghi più periferici. Le linee lanciate inizialmente hanno previsto autobus di collegamento ad esempio tra Parigi e Bruxelles a 4,99 euro per un tragitto di 350 km. All’inizio di questa nuova avventura imprenditoriale era stata proprio la traccia Parigi-Bruxelles l’oggetto di una delle promozioni più sorprendenti, a soli 99 centesimi. In vista dell’estate, ora sono state invece aggiunte alcune linee verso la Spagna e le mete turistiche più ambite, come ad esempio Lloret de Mar.

Come è nata BlaBlaCar

Il sito della startup riporta che tutto è nato nel 2003 da un’esigenza concreta: Frédéric Mazzella, l’ideatore di BlaBlaCar, voleva tornare dalla sua famiglia per le vacanze natalizie, ma sui treni che partivano da Parigi non era rimasto nessun posto libero. Dopo aver chiesto un passaggio alla sorella, ha pensato a quante altre persone potessero trovarsi nello stesso momento con un problema identico, mentre loro stavano viaggiando con tre posti ancora liberi.  Un’idea prende forma e qualche tempo dopo viene fondata Comuto che raggiunge in breve tempo i 10mila utenti, fino ad espandersi con il nome di BlaBlaCar in Spagna, nel 2011, nel Regno Unito e in Italia nel 2012, per poi raggiungere tutta Europa e, nel 2015, addirittura l’India. Oggi rappresenta la più grande piattaforma di carpooling al mondo, con circa 75 milioni di utenti complessivi e 20 milioni di viaggiatori ogni tre mesi.

I clienti

Per quanto riguarda il mercato italiano, i clienti hanno una fascia di età compresa tra i 22 ed i 48 anni. Interessante è poi il fenomeno relativo all’utenza femminile in crescita, grazie anche alla possibilità di inserire annunci dedicati alle sole donne. L’obiettivo è infatti quello di abbattere il muro della diffidenza e di offrire una maggiore sicurezza agli utenti. Secondo le stime di BlaBlaCar, gli utenti si rivolgono poi alle piattaforme di carpooling per tratte di circa 300 chilometri. Non sono però infrequenti passaggi condivisi per raggiungere la propria sede di lavoro o l’università. Con volumi di traffico sempre meno gestibili, parcheggi introvabili, mezzi pubblici a volte poco efficienti, il carpooling rappresenta davvero una soluzione sulla strada della sostenibilità. In alcune zone del mondo, ad esempio, il codice della strada tende a privilegiare veicoli ad alta occupazione: negli Stati Uniti e in Canada, ad esempio, sono state introdotte le cosiddette high occupancy vehicle lane. Si tratta di corsie preferenziali accessibili solo se si viaggia con un certo numero di persone in auto e spesso attivate nelle ore di punta, per l’ingresso al centro città.

La risposta dei concorrenti

Flixbus, principale rivale europeo di BlaBlaCar, dal canto suo non è stata a guardare. Prima ancora del lancio di BlaBlaBus, nel 2018 ha attivato il servizio Flixtrain e, sempre lo scorso anno, ha annunciato l’espansione negli Stati Uniti con collegamenti verso 28 città. Il piano prevede un’offerta di 180 connessioni nel sudovest del paese con un hub principale a Los Angeles. Tra le principali città che saranno toccate dalle nuove tratte figurano Las Vegas, San Diego, Tucson and Phoenix.

Non mancano le perplessità

Il successo impressionante di BlaBlaCar non è comunque andato esente da critiche. L’ingradimento della piattaforma ha determinato alcuni cambiamenti nelle modalità di pagamento. Quello che infatti avveniva una volta direttamente tra passeggero e conducente, oggi non è più possibile: l’addebito del prezzo avviene attraverso un circuito con commissione. Molti utenti hanno interpretato questa svolta come un tradimento della filosofia originaria e sono nate nelle nuove realtà che gestiscono i passaggi esattamente come avveniva per BlaBlaCar all’inizio, senza intermediazione e in modo gratuito. Non mancano poi, ovviamente, le critiche relative alla concorrenza sleale da parte dei rappresentanti di categoria dei trasporti collettivi più tradizionali.

Elisa Ghidini

 

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