Test: sei più da Black Friday o Buy Nothing Day?

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Weekend di fuoco per lo shopping e le offerte del Black Friday

In questi giorni hai ceduto alle offerte del Black Friday oppure ti sei astenuto, lasciando spazio agli altri nel cercare la promozione migliore?

Weekend di fuoco per lo shopping e le offerte del Black Friday Ti basta rispondere a questa semplice domanda per capire subito se fai parte di coloro che hanno trascorso il Black Friday al pc scandagliando decine di siti web, oppure se sostieni fermamente la posizione anti consumista. I portali di e-commerce più presi d’assalto, come pure i negozi fisici, sono stati soprattutto quelli delle catene di abbigliamento e di elettronica/elettrodomestici.

Stando ai dati di Google sul traffico e le parole ricercate, i brand verso i quali gli utenti si sono maggiormente rivolti alla ricerca di saldi e super offerte sono stati (a titolo esemplificativo) H&M, Zara, Zalando per quanto riguarda il fashion, e Euronics, Unieuro, Mediaworld per i Retailer.

Regina di tutti gli acquisti è stata però senza dubbio Amazon, che ha registrato ben 12 prodotti venduti al secondo!

Difficile resistere alla tentazione di un buon affare, ma l’offerta di prodotti a basso costo – come in occasione del Black Friday – non fa altro che accorciare la vita dei beni già in nostro possesso, producendo così più rifiuti, peraltro magari neppure giunti alla fine del loro ciclo vitale.

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Ed è proprio in questi giorni così ‘caldi’ che Greenpeace Germania ha pubblicato uno studio il cui focus è incentrato proprio sul grave impatto ambientale causato da questa forma contemporanea di consumismo. In aperta risposta al venerdì nero, l’associazione ambientalista ha lanciato il “Buy Nothing Day“. Come si festeggia? Semplicemente non comprando nulla!

In occasione del Buy Nothing Day sono state organizzate a livello mondiale le ‘Trash quenns’, ovvero delle sfilate le cui modelle sono vestite con abiti recuperati dal riciclo di indumenti dismessi, con l’obiettivo di porre l’attenzione sull’enorme quantità di abiti che ogni anno finiscono in discarica.

Greenpeace evidenzia inoltre come sia cambiato il comportamento dei consumatori: secondo la ricerca dell’associazione ogni persona acquista il 60% in più di prodotti d’abbigliamento, con un’impennata delle vendite piuttosto rilevante.

Si è passati infatti da un miliardo di miliardi di dollari (2002) agli 1,8 miliardi di miliardi attuali (2015); la previsione per il 2025 è che si giunga entro quella data a 2,1 miliardi di miliardi di dollari.

Dunque, che si voglia approfittare di super sconti e offerte va benissimo, soprattutto se si tratta di prodotti di cui si ha realmente bisogno, ma importante è pure rivolgere una maggiore attenzione all’ambiente e alla necessità di ridurre gli sprechi. Di tutti.

Annachiara Cagnazzo

 

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