La blogger apre il fuoco nella sede di YouTube: “Non mi pagano i video”.

Il folle gesto è stato compiuto dalla youtuber Nasim Aghdam che da tempo aveva un contenzioso con la società. Secondo la blogger YouTube le aveva censurato i video e e sospeso i pagamenti ingiustamente.

Le persone ferite sono tre, tutte fuori pericolo. Dopo la sparatoria la donna si è suicidata.

Officers run toward a YouTube office in San Bruno, Calif., Tuesday, April 3, 2018. (AP Photo/Jeff Chiu)
0

Si sono vissuti attimi di panico nella sede di YouTube a San Bruno, in California. Nella giornata di martedì una donna ha aperto il fuoco sui clienti della caffetteria degli uffici, ferendo tre persone, per poi togliersi la vita. Il folle gesto è stato compiuto da Nasim Aghdam, donna di 39 anni di origini iraniane ma residente negli Usa.



I motivi della sparatoria

Stando a quanto riportano i media locali, la donna avrebbe agito per vendetta nei confronti della società di video sharing. Conosciuta sulla rete come Nasime Sabz, la donna era molto attiva su tutte le principali piattaforme social dove parlava di ricette vegane e di diritti degli animali. I contenuti dei suoi video e dei suoi post però sembravano essere non conformi alle politiche di YouTube, che già aveva sanzionato la blogger oscurandole vari contenuti e sospendendole i pagamenti.

Da qui il folle gesto. La giovane youtuber, arrabbiata con la società per averle occultato i contenuti e per averle impedito la monetizzazione dei suoi video, avrebbe dunque orchestrato la sparatoria. Nasi Aghdam ha così impugnato la pistola e, poco prima delle 13 di martedì 3 aprile, ha fatto fuoco nel cortile della caffetteria nella sede di YouTube.

A essere stati colpiti dalle pallottole sono tre uomini, tutti fortunatamente fuori pericolo.

I precedenti

Come detto, alla base della sparatoria ci sarebbe un contenzioso fra la blogger e YouTube. Secondo lei la piattaforma le aveva censurato alcuni video senza alcun apparente motivo. Stando invece alle dichiarazioni della società, la youtuber avrebbe più volte violato le norme di comportamento a causa di contenuti inappropriati. Pare infatti che i suoi video fossero alquanto cruenti, soprattutto per le foto delle torture sugli animali; in altri casi la donna si mostrava in video con ciò che lei definiva un “ninja look” chiedendo al pubblico:

“Quando si parla di libertà di parola, pensate che l’Iran sia meglio degli Usa o che gli Usa siano meglio dell’Iran?”.

Frequenti sono anche le sue citazioni di Adolf Hitler, soprattutto la celebre frase:

“È più facile ingannare le masse con una fandonia esagerata che con una piccola bugia”.

Eppure le norme di comportamento di YouTube sono chiare e il blocco dei contenuti può scattare se le suddette norme vengono infrante più volte, fino alla soppressione dell’account.




Da parte sua Google, proprietaria di YouTube, fa sapere di collaborare con le forze dell’ordine. Nel quartier generale della società, dove lavorano 1.700 persone, la polizia ha fatto uscire tutti in fila con le mani alzate. La tempestiva risposta della polizia all’accaduto è stata applaudita anche da Donald Trump che si complimenta viaTwitter:

“Grazie alle nostre fenomenali forze dell’ordine e ai primi soccorritori intervenuti sulla scena”.

Nicolò Canazza

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Continuando a navigare sul sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi