Bloody Sunday: quattro soldati rischiano di venire processati dopo 47 anni

Uno dei soldati presenti a Derry nel 1972, di 66 anni, è già stato arrestato

Si tratta di un momento decisivo per le famiglie delle vittime del Bloody Sunday, che forse potranno ottenere giustizia.

Fonte: commons.wikimedia.org; immagine di Grünen
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Il 30 gennaio 1972 è avvenuto uno degli eventi più violenti e sanguinosi della storia moderna delle isole britanniche, noto come Bloody Sunday, cioè Domenica di Sangue.

Tale episodio vide la morte di 14 civili nordirlandesi durante una manifestazione per i diritti civili a seguito delle azioni di repressione messe in atto dal I battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico nella città di Derry (nota anche come Londonderry): l’evento e le sue conseguenze inasprirono il clima di tensione già presente nell’Ulster. Oltre ai morti si contarono anche 26 feriti.

Il Bloody Sunday rappresentò l’inizio un lungo periodo di attentati terroristici ed aspri conflitti tra le due fazioni, quella nazionalista e quella unionista, già in lotta negli anni del secondo dopoguerra. Il periodo tra 1972 e il 1998 in particolare è noto con il termine “Troubles” nella memoria britannica.

L’Accordo del Venerdì Santo finalmente stabilì la pace, sebbene la questione nordirlandese continui ad essere ancora molto sentita, come si evince dai possibili problemi derivati dall’applicazione della Brexit.

Il Bloody Sunday rappresenta in questo contesto un argomento molto sensibile, soprattutto perché nessuno dei soldati inglesi presenti a Derry subì alcuna ripercussione, nonostante la loro responsabilità sia pubblicamente nota e la prima inchiesta del governo inglese sulla vicenda era notoriamente parziale e viziata e portò all’assoluzione dei militari.




Un importante passo in avanti per la giustizia

Tuttavia sembra che a distanza di 47 anni dal Bloody Sunday ci siano dei nuovi sviluppi. Infatti, quattro ex-paracadutisti partecipi ai fatti di Derry corrono il rischio di venire processati per i crimini compiuti quel 30 gennaio 1972, tra cui lesioni aggravate, tentato omicidio e omicidio. Al momento, solo uno è stato arrestato e su di lui pendono tre accuse di omicidio relative proprio a tre delle 14 vittime.

L’arresto assume un’importanza fondamentale, poiché si tratta del primo arresto e delle prime accuse ufficiali rivolte ad un membro dell’esercito inglese. Si tratta di un risultato frutto di anni di lavoro, indagini e proteste perché il caso venisse nuovamente esaminato e i colpevoli individuati e processati.

Nonostante questo risultato, sembra che il Ministero della Difesa britannico sosterrà le spese processuali e darà supporto legale ed economico ai soldati che dovranno affrontare il processo, come annuncia il ministro Gavin Williamson.

Questa notizia, che rianima il dibattito attorno al Bloody Sunday e al conflitto nordirlandese, non è certamente un elemento pacificatore in una situazione che è sempre stata precaria nonostante gli ultimi 21 anni di pace che hanno caratterizzato la vita nell’Ulster nelle isole britanniche, anche alla luce degli ultimi avvenimenti che sembrano presagire un ritorno a tempi più cupi nei rapporti tra l’Irlanda ed il Regno Unito.

Barbara Milano.

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