Blue Whale: tra verità, psicosi e disinformazione

Una foto che diventa virale, la polizia online che nel tentativo di avvertire i cittadini peggiora le cose, la paura ed il panico generati dalla non conoscenza del fenomeno e la disinformazione

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Il confine tra fare informazione e  fare disinformazione, spesso è labile. Capita a volte, che anche chi voglia rendere un servizio al cittadino, per “approssimazione“, superficialità o poca chiarezza, finisca per ottenere l’effetto contrario. Ci sono i siti che in malafede, per qualche “like” in più, sarebbero capaci di spacciare per vere, notizie assai improbabili. Poi ci sono quelli che, pur avendo buone intenzioni, finiscono per creare inutili allarmismi. Parliamo di quello che è stato capace di pubblicare la pagina Facebook “Commissariato di PS online“. Il post in questione ha come argomento Blue Whale.




 

 

esordisce così il post su Facebook del commissariato PS online. BLUE WHALE. Parliamo di Blue Whale che tradotto letteralmente è balena blu che idealmente si rifà al comportamento tipico delle balenottere azzurre che, ad un certo punto della loro vita, senza apparente motivo, si spiaggiano e muoiono. Viene definito un gioco ma sarebbe più corretto definirlo pratica inquietante o rito in cui attraverso una serie di regole/prove porta un giovane al suicidio. Partito dai social russi con un presunto numero di vittime si è propagato in altri paesi tra i quali il nostro. A questo incubo travestito da sogno si accede attraverso determinati forum o gruppi social e scrivendo un messaggio con un’hashtag che preferiamo non pubblicare. Questo sarebbe l”input per cui un “tutor” avvia un contatto con l’adolescente, minacciando di rivelare pubblicamente informazioni personali di cui è a conoscenza.
Tenuto conto che molte informazioni presenti in rete sul fenomeno sono da verificare e che questa non è la prima ne l’ultima minaccia per i nostri ragazzi rimane sempre fondamentale la comunicazione genitori figli. Parliamo di quel canale che mai si dovrebbe interrompere per non permettere agli adolescenti di vivere una vita parallela online in balia degli eventi senza l’ausilio dell’adulto di riferimento.
Il messaggio in immagine è stato viralizzato sui social pur essendo privo di qualsiasi fondamento.
*CREATO DA QUALCHE BURLONE PUBBLICIZZANDO UNA UTENZA DI UN ESERCIZIO COMMERCIALE*. Collaboriamo tutti ad un’informazione di sensibilizzazione e prevenzione consapevole e mirata. #essercisempre

La foto a cui fa riferimento il post è questa in basso. Nelle intenzioni di chi ha scritto il post, c’era quella di avvisare il cittadino, di non prendere per vera questa foto. Infatti, nessuna Balena Bianca chiamerà mai a casa vostra. Non funziona così. A proposito di ciò, forse chi ha scritto il post, non sa nemmeno di cosa si tratta esattamente. Non conosce le regole. Questo macabro gioco , così è stato definito, nasconde vuoti e disagi spaventosi.




 

Nella foto virale qui sopra, c’è un numero di telefono, che si è scoperto poi, appartenere ad una nota attività commerciale Emiliana. Nessuna Balena vi chiamerà mai a casa, non funziona così. Sappiamo, o almeno crediamo di sapere, più o meno tutto di questo argomento. Si è discusso per giorni, e sono circolate notizie, più o meno attendibili, un pò su tutti i mezzi di comunicazione. Per molte persone le 157 vittime accertate, non sarebbero tutte riconducibili al macabro gioco, per altri invece, le vittime sarebbero ancora di più. Certo è che, prima di scrivere, bisognerebbe scegliere bene le parole.

 

 




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