Body shaming in BoJack Horseman: la vittima è Diane Nguyen

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Il body shaming è un problema da non prendere sotto gamba, sopratutto se le prese in giro si estendono addirittura ai personaggi di fantasia.

Stigmatizzare una persona per il suo aspetto fisico sembra sia diventata una quotidiana normalità. Il body shaming è uno dei mali peggiori della nostra epoca: è necessario mostrarsi sempre al meglio, altrimenti si rischia la crocifissione. Nessuno è esente dagli sfotto’, anzi, più un personaggio è in vista, più viene deriso . Addirittura la bellissima Blake Lively è stata oggetto di numerose critiche per non essere tornata immediatamente in forma dopo la terza gravidanza, quasi come se essere una persona normalissima fosse un crimine inaudito.




La società moderna è messa così male che nemmeno i personaggi di fantasia vengono risparmiati da critiche insulse e crudeli. E’ il caso di Diane Nguyen, una dei protagonisti della serie animata BoJack Horseman. Il cartone firmato Netflix, particolarmente realistico e attuale, racconta di una serie di personaggi, umani e antropomorfi, che convivono con le proprie dipendenze, depressioni, questioni sociali e malattie mentali. Sullo sfondo una Hollywood bukowskiana, quanto mai frivola e superficiale.

Diane Nguyen è una scrittrice incompresa. Nel corso delle stagioni la ragazza, una dei pochi esseri umani, ingrassa visibilmente in seguito a una cura antidepressiva. Via a meme e commenti negativi sulla giovane, rea di aver preso peso. E’ estremamente sconcertante che un personaggio di fantasia possa essere preso di mira e maltrattato per il suo aspetto fisico. Ciò dimostra, non soltanto quanto la serie sia profonda, ma quanto la società moderna sia estremamente malata.

Ormai si stigmatizza qualsiasi piccolo dettaglio fisico che non rientri nei canoni della “bellezza” moderna. Ma chi è che sceglie cosa sia considerabile come “bello”?! Non bisogna essere troppo grassi, ma nemmeno troppo magri! (Il caso di Elodie a Sanremo è un esempio che calza a pennello). Il comune denominatore è sempre la crudeltà. In più, se il body shaming riguarda un personaggio inventato, vuol dire che davvero la realtà ha superato la fantasia. Tutto questo è estremamente disgustoso. E’ la palese dimostrazione di quanto sia insito nelle persone un modo di pensare degenerato.

Inutile far passare il bullismo per sarcasmo: quando si prende in giro l’aspetto fisico di una persona, sopratutto in seguito a delle eventualità come la depressione, non c’è proprio niente da ridere. Il caso di Diane, personaggio di una serie animata priva di attori, in cui i protagonisti sono quasi tutti personaggi antropomorfi, animali, supera i limiti del reale!

La società s’incammina verso un buco nero di cattiveria e crudeltà, assecondato e giustificato da un’ironia malsana e distorta. Beh, miei cari idioti pronti a puntare il dito, tutto ciò non è accettabile, non è normale. Non si tratta di mero moralismo, ma di considerazioni che dovrebbero far riflettere chiunque. Ritornare a una dimensione più umana non è un semplice hashtag lanciato a casaccio ma una necessità imminente. Riflettete invece di giudicare, poiché, checché se ne dica, siamo tutti bravissimi a dire e fare cattiverie. Nessuno escluso.

Antonia Galise

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