Bomba di 200 chili trovata a Bologna

Fonte: ivg.it
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Anche Bologna sembrerebbe essersi tenuta un souvenir della seconda guerra mondiale. Pesa ben 200 chili l’ordigno trovato tra via Zanardi e Bovi Campeggi. Appena scattato l’allarme sono giunti subito sul posto gli artificieri, ai quali toccherà “far brillare” la bomba, ovvero la dovranno far esplodere dopo avergli fatto un’enorme buca accanto, cosa che in questo caso avverrà nella cava “I Laghi” a Pianoro.

Bomba bellica Bologna
Fonte: ilrestodelcarlino.it

La data stabilita per le operazioni di disinnesco è l’8 aprile, dalle ore 8.30 fino al termine delle operazioni. Per regolare la giornata e garantire la massima sicurezza, il comune di Bologna ha disposto un’ordinanza, la quale prevede che “Tutta la popolazione presente a qualsiasi titolo nelle vie e nei civici indicati e comunque anche in tutti gli immobili, strade, terreni o manufatti di qualsiasi genere, purché rientranti nella “danger zone”, dovrà, entro le 8.15, allontanarsi dalla zona”.

Ovviamente si tratterà di una semplice e temporanea precauzione, che conferma però quanto queste operazioni di bonifica siano tutt’altro che semplici. Inoltre, le persone coinvolte non sono poche, in quanto i residenti nella “danger zone” sono 9.401, di cui 1.270 con più di 75 anni, per i quali saranno disponibili sei punti di accoglienza. Come si può dunque immaginare, i disagi non saranno pochi: forti limitazioni di viabilità a bus, auto, treni (tranne che per l’Alta Velocità) e subirà variazioni perfino l’aeroporto.

Non è il primo ritrovamento bellico, ma d’altronde, considerando che per anni l’Italia ha subito bombardamenti di milioni e milioni di ordigni, diventa comprensibile che per quanto possa essere minima la percentuale inesplosa, si tratta comunque si molteplici casi, rilevati soprattutto nelle vicinanze di zone ex industriali o sottopassi ferroviari, come in questo caso.

Tuttavia, proprio a causa dell’usualità della circostanza, nonostante si tratti sempre di ordigni molto diversi tra di loro per dimensione, costruzione e capacità dirompente, l’Esercito Italiano è ormai abituato a svolgere queste operazioni nel miglior modo possibile.

Roberta Rosaci

 

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