Posizionata bomba nella sede Lega di Treviso, fermato anarco-insurrezionalista

Le autorità hanno arrestato l'uomo ritenuto responsabile del posizionamento di un ordigno esplosivo nella sede leghista di Treviso.

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Grazie alle indagini coordinate dalla procura Antimafia di Venezia, gli agenti della polizia di Stato sono riusciti ad arrestare stamane Juan Fernandez Sorroche, l’uomo ritenuto responsabile (insieme ad altri complici) del posizionamento di una bomba nella sede Lega di Treviso, il 16 agosto dell’anno scorso. L’arresto è già stato convalidato dal gip di Brescia, dove è stato eseguito il fermo dell’uomo.

La vicenda e le indagini

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Il 16 agosto dell’anno scorso era stata fatta esplodere una bomba carta nella sede della Lega in provincia di Treviso nella zona industriale di Villorba. L’ordigno, piazzato nella scala antincendio, non aveva causato danni e non era stato sentito da nessuno. In realtà, si trattava di una “bomba trappola” fatta esplodere apposta per richiamare l’attenzione.

Vicino alla bomba carta era stata infatti posizionata una pentola a pressione piena di chiodi collegata ad un filo di nylon, che una volta calpestato, avrebbe fatto partire una seconda deflagrazione. Il secondo ordigno, rimasto inesploso, con tutta probabilità, era destinato alle forze dell’ordine.

Le indagini per trovare i responsabili sono partite grazie ad un comunicato pubblicato sul web dal sito RoundRobin.info, nel quale gli autori rivendicavano l’attentato alla sede Lega di Treviso. Juan Fernandez Sorroche è stato individuato grazie a delle tracce di DNA e di sudore trovate sui fili della bomba e sulle lettere di rivendicazione.




L’arresto dell’anarco-insurrezionalista

Juan Fernandez Sorroche è stato fermato con l’accusa di strage e attentato con finalità di terrorismo. Il provvedimento emanato dalla Procura Distrettuale di Venezia ed eseguito dalla Digos lagunare con il supporto della Direzione centrale polizia di prevenzione, è già stato convalidato dal gip di Brescia, dove è stato eseguito il fermo. ll Procuratore capo di Venezia, Bruno Cherchi, ha dichiarato che le indagini proseguiranno per trovare gli altri responsabili. Cherchi ha infatti sottolineato che è difficile che un’azione del genere possa essere fatta da una sola persona.

 

Giulia Danielli

 

 

Source Il Messaggero Il Giornale Il Corriere della Sera

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