Book Pride 2017 tra libri, dati e presentazioni. La tre giorni milanese per la piccola e media editoria che piace…

Via http://www.bookpride.net/programma-2017/
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Dal 24 al 26 Marzo si è svolto a Milano il Book Pride, come vi avevamo accennato qualche settimana fa. Il tema scelto per la manifestazione era “Lo straniero”. E’ stato il filo conduttore degli eventi organizzati dagli espositori. La manifestazione, alla sua terza edizione, ha avuto un notevole incremento di visibilità grazie al passaparola e agli spazi messi a disposizione per lo svolgimento delle varie attività. Dagli spazi di Coworking ed incontro, a quelli dedicati agli editori, finanche alle sale dislocate in più punti degli spazi ex Ansaldo, è stato disegnato un percorso che ha permesso a tutti, grandi e piccini, di poter coltivare i propri interessi.

Il Book Pride cresce…

Alla terza edizione gli organizzatori tirano orgogliosamente le somme: i 130 espositori delle scorso anno oggi sono stati 210 dislocati in 160 stand. Tra i più conosciuti sicuramente MinimumFAX, E/O, SUR, Fazi, Iperborea, Neo edizioni, Gorilla Sapiens, Nottetempo,NN, Eris Edizioni, Lavieri, La Giuntina, Hacca edizioni e via dicendo. Un gran numero di bei titoli hanno fatto sfoggio sui banchi insieme a qualche novità e anticipazione. La crescita è dovuta non solo alle politiche dell’ODEI, che ha deciso di focalizzarsi sugli eventi di Roma e Milano, ma anche sulla valorizzazione dei singoli cataloghi lasciando spazi ampi ad ogni realtà imprenditoriale perché potesse presentarsi al meglio.

Eventi: avevamo cominciato male e poi invece…

Avevamo cominciato veramente male quando la sera del 24, in fremente attesa di Moni Ovadia ci si attendeva una conferenza su “Lo straniero” di Camus. Il relatore arrivato con un certo ritardo e reticente a staccarsi dal suo telefono, ha esordito raccontando quanto non ami parlare di libri nelle presentazioni in generale. Ha sottolineato di “voler rispettare il lettore” lasciandogli il gusto di “scoperta”. Fin lì avremmo potuto pure riflettere sulle forme di divulgazione del fascino librario. Peccato che, proseguendo il suo discorso alla platea, tirando fuori una articolo di SavianoQuando Camus ci insegnò che siamo noi “Lo straniero”– in merito al libro stesso che, per quanto interessante, è decisamente conosciuto e altrettanto specifico nel commentare la struttura del libro. Quindi se l’obiettivo era “rispettare i lettori” non è stato raggiunto, come nemmeno stupirli! Il testo in questione è conosciutissimo e anche decisamente prevedibile.

La bella atmosfera alla presentazione SUR di M.A.S.H. (Foto Simona Scravaglieri)

 

Ma il giorno dopo il tono degli interventi ha subito un rialzo interessante a partire dalla mattina con “Il fatto quotidiano” che proponeva un dibattito sul “Trump Power” con Furio Colombo e Antonio Padellaro, alla sentita, e anche divertita, presentazione SUR del libro M.a.s.h. di Richard Hooker commentata dal traduttore, Marco Rossari, e da Federico Baccomo. In particolare in quest’ultimo evento viene fuori un pacatissimo ma anche confronto al messaggio che si cela dietro il libro ma anche all’omonima, e forse più famosa, serie TV M.A.S.H.

E’ stato il tono dell’introduzione di questo libro a fare da filo conduttore.

“Quasi tutti i medici che lavorarono nei MASH durante la guerra di Corea  erano molto giovani, forse troppo, per quel tipo di compito. Eseguivano interventi d’alta chirurgia su tutti i feriti gravi […] Nei MASH i chirurghi erano esposto a picchi di lavoro, fancazzismo, tensione, noia, caldo freddo, esaltazione e frustrazione che nessuno di loro aveva mai sperimentato prima. La loro reazione, come individui e come gruppo, fu di affrontare la situazione e fare il loro dovere.”

Tra letteratura che viaggia e il noir che affascina

Presentazione altrettanto seguita quella di “Artico Nero” pubblicazione di Exórma che da Dicembre è molto chiacchierata e apprezzata: sette storie da un Artico nero e morente. Il Canada, la Norvegia settentrionale, la Siberia, la Groenlandia, l’Alaska e altri luoghi remoti dell’estremo Nord del pianeta. Un’analisi politica e sociale incassata nel modello romanzo-saggio. Un modo nuovo di raccontare e fare antropologia: antropofiction.”

La seguitissima presentazione di 66THand2nd per Requiem per un’ombra (foto Simona Scravaglieri)

Invece, si tratta di ritorno in libreria con un nuovo titolo, per la presentazione di 66thand2nd quella di Mauro Pistacchio e Laura Toffanello. Già apprezzatissimi dai lettori e anche dai blogger per “L’estate del cane bambino” tornano in libreria con una novità: un noir a tinte forti con protagonista un vecchio detective, Sal Pugliese in una città come Torino. I due scrittori, uniti dalla letteratura e nella vita, hanno descritto il loro approccio alla scrittura. Il loro mondo è fatto di piccoli spunti presi in tempi diversi e in luoghi altrettanto diversi che vanno a costituire una sorta di baule delle idee. È lì che nascono personaggi e situazioni che rendono tanto particolari e tangibili le loro storie.



E/O e Wu Ming 2 spopolano con Carlotto e con i dialoghi sulla scrittura.

Affollatissima l’arena per ascoltare presentazione E/O “Banditi di carta” con Massimo Carlotto e Alessio Robecchi in cui i due giornalisti autori hanno ridotto la sala ad un silenzio inaspettato raccontando i banditi della storia della letteratura prendendo spunto dai loro libri. Sala pertanto attentissima, come ormai avviene da qualche anno quando in sala c’è Carlotto. Altrettanto apprezzata la riflessione di Alberto Rollo e Wu Ming 2 sulla “scrittura del sé e scrittura del reale“. L’organizzazione del Book Pride l’ha definita “ Una conversazione che percorre il labile confine fra io e il mondo, dove l’altro al di fuori di noi incontra lo straniero che ci portiamo dentro“.

L’unico dispiacere è stato quello di non poter ascoltare Serena Vitale scrittrice e critica che non è intervenuta per problemi personali.

Gli italiani e la letteratura: i dati dell’imprenditorialità italiana e del nostro rapporto con il mondo dei libri.

Credo sinceramente sia stata una delle presentazioni professionali più interessanti e complete. E’ stato presentato da Francesca Brait (Istat), Elisabetta Del Bufalo (Istat), Andrea Palombi (Odei) lo studio che incrocia i dati Istat con quelli provenienti dagli editori e dalle librerie. L’analisi, puntuale e attenta, restituisce l’immagine di una Italia che ha ancora bisogno di essere stimolata alla lettura ma anche dei margini su cui agire per migliorare l’appeal del comparto verso distratti.

Partendo dalla consistenza e dalla distribuzione territoriale delle varie realtà imprenditoriali si arriva a parlare anche del rapporto degli italiani con i libri. Uno dei fatto che poco stupisce è che in Italia, dalla fine degli anni ’80, le donne leggono decisamente più degli uomini. Viene confermato anche il dato che dice che i lettori giovani sono quelli più attivi, in particolare i giovani tra i 14 e i 18 anni confermano di leggere almeno tre libri l’anno, mentre i lettori “forti” si hanno dopo i 55 anni quando gli intervistati dichiarano di aver letto 12 e più libri. Per l’editoria, il forte lettore, è colui che legge almeno un libro al mese.

Più lettori al nord…

Persone di 6 anni e più che hanno letto almeno un libro per regione – anno 2016
(per 100 persone di 6 anni e più)
Fonte Istat “Aspetti delle vita quotidiana”

Si legge più al Nord che al Sud e, di conseguenza, la maggior parte dei grandi e medi editori opera nel nord ovest e la piccola si concentra nelle regioni centrali e in particolare nel Lazio. Altri dati altrettanto meno esaltanti riguardano le vera e propria imprenditorialità nel campo editoriale.  Fioccano le micro imprese e quelle piccole costituite da 1 a 3 individui, solitamente familiari. Però dal 1996 la loro categoria ha visto scomparire circa 600 entità imprenditoriali passano dalle 1.400 realtà alle odierne 800.

Fatturati e tendenze di pubblicazione…

L’80% del fatturato rimane in mano alle medio-gradi realtà. Ma mentre la grande distribuzione si concentra più sulle ristampe, la piccola e media editoria si conferma come un continuo laboratorio di creatività. Stride decisamente la differenziazione di investimento fra le prime edizioni (86,4% della piccola editoria contro il 56,5% dei big) e le ristampe dove la grande editoria la fa da padrone.

TIPO DI EDIZIONE (Anno 2014)
Fonte: Indagine sulla produzione libraria

La spiegazione potrebbe essere individuata nel voler continuare a puntare a ciò che piace e che è piaciuto già in passato. Dopotutto il “segreto” per cui un titolo ha più successo di altri non è ancora stato scoperto. Ed è quindi chiaro che la grande editoria preferisca puntare sul sicuro. Diverso il caso della piccola e media editoria che “ristampa” per dare più spazio a titoli che in passato hanno avuto meno visibilità. E’ un modo per valorizzare che aveva scelto di pubblicare con un editore prima che questi riuscisse a farsi notare dal grande pubblico.

Leggi l’ebook per non portare in giro il libro…

Insomma in Italia la vivacità delle imprese, alla continua ricerca del titolo perfetto, c’è ed è ancora viva. Sta solo a noi cercare il libro del cuore nella marea di cataloghi grandi e piccini. Conteggiati nella statistica anche i lettori di ebook che hanno riservato una sorpresa. Il maggior numero è composto da lettori di libri cartacei che, per comodità, accedono anche alle versioni digitali. Un modo per avere sempre dietro i libri che amano e che stanno leggendo.

Sicuramente c’è molto da fare ancora, ma sembra che l’organizzazione del Book Pride sia già sulla buona strada.

Simona Scravaglieri




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