Arriva lo stop: le botticelle potranno circolare solo nei parchi della Capitale

L’Assemblea capitolina vieta alle botticelle di girare per le strade del centro, ma permette la circolazione nelle aree verdi. Garantite anche norme più severe a tutela dei cavalli, tuttavia per gli animalisti è una vittoria solo parziale.

I voti del Campidoglio

Con 32 voti favorevoli, l’Assemblea capitolina dice no alla circolazione per strada delle carrozze trainate da cavalli. Tuttavia, l’attività dei vetturini potrà continuare nei parchi, in particolare nelle aree storiche di Villa Borghese e Villa Pamphilj. Inoltre, i percorsi saranno obbligati e studiati appositamente per la sicurezza dei cavalli. Infatti, da sempre messe in discussione dagli animalisti, le botticelle sono state a lungo un punto ignorato dai programmi elettorali. Tuttavia, oggi, le decisioni della giunta Raggi rappresentano il primo vero passo in avanti verso la tutela di questi animali. Invece, non sono completamente soddisfatti gli animalisti, che avrebbero voluto la cessazione definitiva dell’attività.

Priorità al benessere degli animali

I cavalli potranno lavorare massimo 7 ore al giorno, facendo delle pause di almeno 45 minuti. I vetturini dovranno impegnarsi nel garantire agli animali il massimo delle cure, preoccupandosi delle condizioni atmosferiche nonché della disponibilità di acqua e cibo. Inoltre, nei periodi di luglio e agosto la circolazione sarà vietata dalle 12.00 alle 17.30 e consentita solo con temperature inferiori ai 30 °C. Nuove restrizioni anche sulle razze equine, infatti, potranno essere impiegati solo cavalli da tiro, la cui morfologia è consona a questo tipo di attività. Infine, la normativa non dimentica di tutelare i cavalli anziani, che non potranno essere abbattuti o destinati ai mattatoi.

Qualsiasi trasgressione sarà punita con sanzioni pecuniarie e, all’occorrenza, anche con il ritiro della licenza.

Dalle botticelle ai taxi

Per “garantire da un lato la salute degli animali e dall’altro le esigenze occupazionali”, l’Assemblea capitolina ha permesso ai vetturini di convertire la propria licenza in quella di tassisti. Infatti, secondo una visione ottimistica, lo spostamento nelle aree verdi dovrebbe incentivare i vetturini alla conversione della licenza, per poter comunque lavorare di più. Di conseguenza, il numero di “botticelle” potrebbe ridursi gradualmente fino a esaurirsi del tutto.




Il parere degli animalisti

La stesura del nuovo regolamento non ha previsto il coinvolgimento delle associazioni animaliste, che si sono piuttosto risentite di questa decisione. Infatti, nonostante l’indubbio riconoscimento per il primo passo fatto in avanti, rimangono scettiche. A Verona, per tutelare gli animali, il 30 ottobre è stato approvato il regolamento che vieta la circolazione delle carrozze: “perché a Roma non si è avuto questo coraggio?” Queste sono le parole di una delegata dell’Organizzazione Internazionale Protezione Animale (OIPA), mentre l’Associazione Gaia Animali & Ambiente si ritiene piuttosto soddisfatta.  Infatti, il presidente Edgar Meyer ci tiene a sottolineare che “Dopo 20 anni di proteste animaliste, si tratta di un traguardo storico per Roma”.

Dal Campidoglio al Parlamento

Secondo l’articolo 49 del Codice della Strada i veicoli a trazione animale sono permessi su strade pubbliche, quindi esiste ancora una legge nazionale che ne tutela la pratica.  Per tale ragione è importante chiedere l’attenzione del Parlamento, affinché intervenga, abolendo questa attività a scopo turistico. Infatti, sebbene alcune città si siano mosse in favore degli animali, le carrozze continuano a riempire i centri storici di Pisa, Firenze, Napoli e Palermo.

Le botticelle, quale icona storica della capitale

Conosciute al mondo come botticelle romane, le carrozze trainate da cavalli hanno una tradizione antica, che nasce all’incirca nella seconda metà dell’Ottocento. Inizialmente impiegate per trainare botti di merci (es. olio e vino), oggi sono esclusivamente un’attrazione turistica, peraltro pericolosa e cara. Insomma, la Roma di oggi non è un luogo ideale per le botticelle e il benessere dei cavalli non può più sottostare ai vizi di qualche turista benestante.

«Nestore ha lavorato sempre con me, sempre insieme. Nestore è bono, ha sempre fatto il dovere suo. Ma io senza Nestore che faccio?».

Il regolamento non è ancora vigente, perché dovrà attendere la delibera di giunta, ma la sindaca Virginia Raggi si ritiene soddisfatta, affermando che “I parchi romani offrono uno scenario ideale, non meno interessante dal punto di vista turistico”. Finisce nel 2020, finalmente, una tradizione troppo a lungo avallata da un’oggettiva mancanza d’interesse. Ci sono voluti anni. Eppure, Aldo Fabrizi ne “L’ultima carrozzella” (1943) e Alberto Sordi in “Nestore, l’ultima corsa” (1994) avevano già anticipato quanto il cavallo fosse ormai un mezzo di trasporto superato. Forse, quella parola “ultimo” non suggeriva un presagio del futuro, ma una malinconica constatazione del presente.

Carolina Salomoni

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