Ecco la bozza del contratto di governo firmato M5S e Lega

È stato ultimato il 15 maggio alle ore 18 il testo quasi definitivo del contratto M5S – Lega. Lungo 40 pagine, contiene parti sottolineate in giallo, che sono state ridiscusse nella giornata di ieri, alcune in rosso, che sono all’esame dei leader, e altre in bianco che non cambieranno di molto nella versione definitiva.

Fonte: pdf caricato da adnkronos.
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È stato ultimato il 15 maggio alle ore 18 il testo quasi definitivo del contratto di governo M5S – Lega. Lungo 40 pagine, contiene parti sottolineate in giallo, che sono state ridiscusse nella giornata di ieri, alcune in rosso, che sono all’esame dei leader, e altre in bianco che non cambieranno di molto nella versione definitiva.

Ecco il pdf della bozza del contratto di governo.

I punti salienti del contratto di governo

Comitato di conciliazione

Fin dalle prime pagine viene confermato il cosiddetto “Comitato di conciliazione“, una struttura parallela al Consiglio dei Ministri. Si tratta di quell’organismo che “servirà a creare un ponte tra Parlamento, Governo e forze politiche contraenti. Sarà composto dal premier, dal Ministro competente per materia, dai capigruppo, dal Capo politico del M5S e dal segretario della Lega“. Un’idea questa che ha suscitato molte polemiche, poiché si tratta di un organo completamente inventato che non è previsto nell’architettura costituzionale.

Nel “codice etico” dei membri del Governo c’è la clausola secondo cui non può essere nominato un appartenente alla massoneria. Si propone poi l’istituzione di un “Ministero per le disabilità“.

Flat tax e reddito di cittadinanza

Nella bozza, i punti sui quali non c’è ancora l’accordo politico tra i due leader sono: la flat tax a due aliquote per le famiglie (15% e 20%) e fissa per le società (15%); il reddito di cittadinanza a tempo: il beneficiario non potrà rifiutare più di tre offerte di lavoro in due anni.

E si aggiunge anche un’altra dicitura: pensione di cittadinanza, un’integrazione da assegnare a un pensionato che ha un assegno inferiore ai 780 euro mensili. E poi c’è il taglio delle pensioni d’oro sopra i cinquemila euro mensili non giustificate dai contributi versati. C’è anche la revisione della Legge Fornero.

Rapporti con l’Europa

Poi la sospensione dei lavori della Tav Torino-Lione, ma anche fiscal compact e conflitto di interessi, e rapporti con l’Europa, i cui trattati vanno ridiscussi. Nel programma si dice anche che dovrebbe essere ripensata la politica monetaria unica. I titoli acquistati dalla Bce con il quantitative easing vanno esclusi dal calcolo del rapporto debito/pil. Un altro punto è evitare l’aumento dell’Iva previsto dalla clausola di salvaguardia.

Si conferma l’alleanza con gli Usa e il ritiro delle sanzioni per la Russia di Putin. Si vuole rivalutare la presenza dei contingenti italiani nelle missioni internazionali.

Vaccini e migranti

Nel testo si parla anche di confronto sui vaccini. In particolare, si vogliono tutelare i bambini a rischio di esclusione sociale per le norme sui vaccini.

Sono state previste delle procedure per il rimpatrio dei migranti irregolari. In particolare, un punto è il rimpatrio degli occupanti abusivi di immobili se stranieri irregolari. Poi, è proposto un centro di permanenza temporanea dei migranti da rimpatriare in ogni regione. Per quanto riguarda i Rom, si propone di chiudere i campi nomadi irregolari.

Riguardo ai rapporti con le altre confessioni religiose, i due leader dovranno confermare se, come scritto in bozza, sarà obbligatorio lo svolgimento delle prediche in lingua italiana e la tracciabilità dei fondi per la costruzione di moschee.

Alitalia, Rai e Roma Capitale

Spunta infine la riforma dello status e nuovi poteri a “Roma Capitale“. Si vuole attuare un rilancio di Alitalia e più trasparenza per la Rai.

Intanto dal Quirinale Mattarella attende la ‘bella copia

Nel corso delle consultazioni di lunedì scorso, le delegazioni di Lega e M5s, hanno lasciato al Presidente Mattarella la bozza dell’accordo di programma di governo. Ma è chiaro, sottolineano dal Quirinale, che il Presidente non guarda bozze ma testi definitivi, in cui sono racchiuse le responsabilità dei partiti che concludono accordi di governo.

Insomma, se il 13 maggio Di Maio aveva dichiarato orgogliosamente che si stava scrivendo la storia, i leader di M5S e Lega avrebbero dovuto avere almeno l’accortezza di presentarla al Capo dello Stato in bella copia. E il web intanto ironizza.

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Fonte: il profilo Facebook di Fotografie Segnanti.

Rossella Micaletto

 

 

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