Brexit e agricoltura: è stretta sui migranti

La brexit prevede, tra le altre cose, una limitazione della libera circolazione dei lavoratori immigrati. Il sindaco della capitale Sadik Khan, nel settembre del 2017 dichiarava che una politica del genere:

strozzerà l’economia della capitale

A distanza di qualche mese si può affermare che, per quanto riguarda l’agricoltura, aveva ragione.




Con la brexit sono quasi scomparsi i lavoratori stagionali

Sono le aziende agricole inglesi a lanciare l’allarme. Per via dell’uscita dall’Unione europea sono diminuiti i lavoratori stagionali che, di fatto, erano immigrati. Questo ha causato un fenomeno spiacevole: intere colture sono state lasciate a marcire nei campi per carenza di manodopera.

Secondo i dati riportati dalla Nfu (National farmers union), sono rimasti vacanti 4300 posti di lavoro. Questo è dovuto da due ordini di motivi. Il primo luogo la stretta imposta dalla brexit sui lavoratori migranti, in secondo luogo il calo del valore della sterlina. Quest’ultimo, infatti, ha reso gli stipendi meno appetibili.




A settembre, mese cruciale per i raccolti, del 2017 il 29% dei posti di lavoro era rimasto scoperto. Questo ha portato molte fattorie a lasciare i prodotti nei campi che, con il passare dei giorni, sono marciti.

Il presidente del Nfu, si fa portavoce dei coltivatori che si dichiarano impauriti dal futuro. Il deputato Neil Parish, inoltre, dichiara che:

la carenza di manodopera a livello nazionale sta portando a una vera e propria crisi agricola. In un momento di incertezza sui nostri futuri rapporti commerciali, dovremmo aumentare la sicurezza alimentare interna piuttosto che affidarci a prodotti alimentari importati

L’Europa per il Regno Unito

Il commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Hogan non ha dubbi:

L’Europa è, ed è sempre stata, un mercato vitale per i prodotti britannici. Oggi, il Regno Unito esporta più di quanto non faccia l’Irlanda in Cina, Giappone, Canada, Russia, Arabia Saudita e Corea del Sud combinato. L’Ue rappresenta il 60% delle esportazioni di prodotti alimentari del Regno Unito

Il Regno Unito, senza l’aiuto dei lavoratori stagionali limitati dalla brexit, sarà in grado di mantenere la percentuale di esportazione? Non solo. Secondo il commissario, inoltre, l’Ue ha concluso accordi commerciali con Canada e Stati Uniti. Accordi dei quali potranno beneficiare i paesi membri. Inoltre, sempre secondo Hogan, la Gran Bretagna avrà un ulteriore limite con la brexit:

Come farà la Gran Bretagna, con una popolazione di 60 milioni, a negoziare con Paesi come la Cina, con una popolazione di 1,3 miliardi? Nell’Ue ci si confronta forti di un peso di 500 milioni, quasi il doppio degli Stati Uniti. Per il Regno Unito potrebbero servire anni per negoziare accordi con la Corea, il Canada e così via, mentre l’Unione europea ha già negoziato con successo

Brexit e rischi




L’uscita dall’Unione europea non è ancora definitiva ma, il problema legato all’agricoltura potrebbe diventare sempre più grave. Quando, dopo la brexit, sarà limitata la circolazione dei cittadini europei, la manodopera sarà sempre più scarsa.

Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese “The Guardian”, il governo cerca soluzioni. Tra queste figurano, per esempio, la concessione di visti per i lavoratori stagionali in determinati periodi dell’anno. Alcune aziende del settore, tuttavia, non sembrano soddisfatte dalla politica inglese e cercano alternative migliori. Molti coltivatori, infatti, hanno delocalizzato parte della produzione in altri Paesi, come Cina, Sud Africa e … altri Paesi Europei.

Elena Carletti

 

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