Brexit: Boris Johnson non sarà il nuovo leader del governo britannico

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Boris Johnson ha annunciato a sorpresa che non si candiderà per la leadership del partito dei Tory, in successione a David Cameron.

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Ha lasciato tutti interdetti in Conferenza Stampa, Boris Johnson, ex sindaco di Londra, annunciando senza se e senza ma di non candidarsi come successore di Cameron per la guida del partito dei conservatori. Senza dare alcuna spiegazione ma limitandosi a dire che dopo aver discusso con i colleghi, è arrivato alla conclusione di non potere essere il nuovo leader, lasciando la sala stampa senza rispondere alle domande dei giornalisti.

Boris Johnson, così facendo, lascia il via libera agli altri due favoriti alla successione per la leadership del partito dei Tory e del governo britannico: Michael Gove, il Ministro della Giustizia britannico e Theresa May, il Ministro dell’Interno.

Sia Michael Gove che Theresa May si sono impegnati molto a sostenere le ragioni del Leave nel referendum, ma a quanto pare tra i due, la super favorita è proprio la May che ha dichiarato di essere “la persona migliore per fare il premier della Gran Bretagna” e ancora “Io non sono quel tipo di politico che fa gli show o che va a bere ai bar del Parlamento. Io faccio soltanto il mio lavoro”(fonte ansa), rispondendo con piglio deciso alle domande dei giornalisti.

E a quanto pare, le statistiche la davano già per favorita tra i membri del partito dei conservatori già prima delle dichiarazioni di Boris Johnson in merito alla sua non volontà di candidarsi. Secondo un sondaggio di YouGov  per il Times, la May risultava avere il 31% delle preferenze a fronte del 24% dell’ex-sindaco di Londra Johnson.

Le statistiche riflettono in un certo qual modo l’incertezza e il ritardo di azione da parte del governo britannico nell’uscire dall’Unione Europea, ritardo palesato anche nelle intenzioni dello stesso Boris Johnson, che non sarebbe stato intenzionato a convocare un voto politico anticipato nel paese.

L’incertezza ha permesso di ottendere grandi consensi a Theresa May che invece ha dichiarato fermamente che “Brexit significa Brexit” e che l’unico modo di formalizzare l’uscita dall’Unione Europea potrebbe essere quella di appellarsi all’art. 50 del Trattato di Lisbona, che sancirà il divorzio dall’Unione Europea, anche sul finire del 2016.

A quanto pare, l’incertezza in merito alla Brexit non fa altro che rinforzare le motivazioni e le azioni di coloro che hanno creduto fermamente nel Leave, e di questo passo, forse, l’uscita definitiva della Gran Bretagna dall’UE appare molto più vicina di quanto si pensi, staremo a vedere.

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