Bruciare una bandiera significa non riconoscere un popolo

Il verbo “comprendere” deriva dal latino “comprehendĕre” cioè contenere, racchiudere e quindi possedere.
La logica della mente è semplice, racchiudere una cosa, contenerla, ci aiuta a possederla e quindi a capirla.

L’Uomo per comprendere, spesso utilizza dei simboli, per questo le bandiere spesso hanno un simbolo posto al centro di esse.
Dicono cosa sono e a chi appartengono.

La falce ed il martello per esempio, la croce latina, le stelle della bandiera americana, il corsivo della Coca Cola, ogni simbolo ha un potere trascendentale che travalica il suo essere immagine.
Prendiamo ad esempio il simbolo della Apple, il famoso brand di Steve Jobs.
È una semplice mela mancante di un pezzo probabilmente per un morso, eppure quando vediamo questo simbolo noi non pensiamo ai meleti del Trentino Alto Adige o al sapore del frutto in questione e nemmeno al morso di Adamo a cui effettivamente rimanda.
Pensiamo ai prodotti di alta tecnologia che hanno radicalmente cambiato il vivere comune dei giorni nostri.

Potenza del simbolo.

Cosi’ è per la mezzaluna sulle bandiere di molti Stati arabi.

Per molti occidentali, la mezzaluna è infatti il simbolo della religione islamica, l’unico simbolo veramente riconoscibile dell’Islam.
Ma non è cosi’.
Pur identificando un Paese, non identifica una religione.
La mezzaluna è molto più antica, come immagine, dell’Islam stesso.

La Storia o la Leggenda, narra che, In una notte buia del IV secolo a.C., Filippo di Macedonia, il padre di Alessandro Magno, stava assediando la città di Bisanzio, (futura Costantinopoli ed odierna Istanbul), ed approfittando della notte senza luna aveva dato ordine alle sue truppe di avvicinarsi alle mura della città nel silenzio più assoluto con l’obbiettivo di scalarle di nascosto.

Un forte vento si alzò all’improvviso allontanando le nuvole e facendo brillare la luna che rivelò la presenza dei Macedoni sotto le mura, allertando così i difensori della città.
Gli abitanti di Bisanzio respinsero di conseguenza molto facilmente le truppe nemiche allo scoperto e, in onore della dea della luna Artemide, che li aveva salvati dalla sconfitta, fecero proprio il simbolo della mezzaluna.

Nel 1453, di fronte alle mura della stessa città l’esercito Turco del Sultano Maometto II, sta assediando Costantinopoli, l’ultima città e capitale dell’Impero Romano.
La Seconda Roma cadrà di lì a poco, e nella sua difesa morirà l’ultimo imperatore romano Costantino Paleologo XI.

Fu allora che il Maometto II, guardandosi intorno, vide centinaia di raffigurazioni del simbolo della capitale, la famosa mezzaluna, a cui i cristiani avevano affiancato una stella a simboleggiare la Vergine Maria.
Il Sultano decise allora di fare proprio quel simbolo, (che apparteneva già al bagaglio simbolico turco), e la mezzaluna divenne l’unico emblema dell’impero Ottomano, il più grande stato musulmano del tempo.

Prima di allora, gli eserciti dell’Islam avevano utilizzato bandiere di tutti i colori, fra cui primeggiavano il nero, il rosso ed il verde, ancora oggi i colori più in voga fra gli Stati e i movimenti politici musulmani.
Non a caso le bandiere dell’ISIS sono nere, non per caso la bandiera di Hamas è verde ecc. ecc.
Il colore racconta la Storia.

Sotto la bandiera, qualsiasi essa sia, c’è un Popolo.
Per questo bruciare una bandiera ha un significato profondamente triste, vuol dire NON riconoscere quel Popolo e volerlo eliminare fisicamente.

Un gesto criminale, una dichiarazione di guerra.
Nessun Popolo può essere cancellato e nessuna bandiera che lo rappresenta dev’essere mai bruciata.

 

Claudio Khaled Ser

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