Bruno Bolchi e la prima figurina: l’inizio della leggenda Panini

Chiedete a qualsiasi bambino amante del pallone, di oggi e degli anni passati: non è calcio senza le figurine Panini. Da oltre 60 anni, la più famosa collezione è un must che sancisce l’inizio del nuovo campionato, capace di mettere d’accordo e unire qualsiasi fede calcistica, qualsiasi distanza generazionale. Tutto inizia da una foto scattata nell’Agosto del 1961 all’allora capitano dell’Inter Bruno Bolchi: la prima figurina…




Poche cose accomunano un bambino degli anni ’60 ad uno di oggi. Una di queste è la collezione di figurine dei calciatori targata Panini. Basta il nome, è in un attimo scorre tutto: la corsa in edicola – chi da solo, chi con i nonni, i genitori, gli amici – il pacchetto appena comprato, gli scambi, la figurina mancante e il doppione che proprio non si riusciva a smaltire. Trovare i giocatori della propria squadra del cuore. Finire l’album (una conquista incredibile).
L’unica vera bandiera capace di accomunare Riva, Maradona, Baggio, Ronaldo, Ibrahimovic, Dybala e tutti i grandi del pallone, nessuno escluso.
Ricordi, nostalgia, passione per i tifosi più adulti. Una storia tutta da scrivere per i più piccoli. Eppure, nacque tutto quasi per caso.

L’intuizione dei fratelli Panini fu geniale: proprietari di un’edicola a Modena, pensarono di vendere nella loro attività una vecchia raccolta di figurine dismessa ereditata, come sorpresa all’interno di buste. Un’iniziativa che ebbe successo e spinse a guardare oltre. Il resto è storia…e la prima figurina Bruno Bolchi.

Fu la sua, infatti, la foto che ha dato inizio alla leggenda.
Classe 1940, capitano dell’Inter a soli 21 anni (scelto dal mago Herrera in persona), oltre 100 presenze in nerazzurro, vincitore di uno scudetto. Roccioso centrocampista, veniva Soprannominato “Maciste”. Vestì anche le maglie di Verona, Atalanta e Torino (Con il quale vinse una Coppa Italia), prima di chiudere la propria carriera al Pro Patria.

Eppure, tra le più grandi conquiste di Bruno Bolchi c’è una foto…inconsapevole.
Venne infatti fermato al termine di una gara di campionato tra i nerazzurri e l’Atalanta, a San Siro, nell’Agosto del 1961.

«Si potrebbe pensare che qualcuno venne a chiedere: “senta, facciamo una figurina con la sua foto?”. Invece no. Oggi — metti non ci fossero le figurine — la Panini andrebbe dal giocatore, che la rimanderebbe all’agente o alla società, che chiederebbero una barcata di soldi. Allora fu tutto più semplice e io a lungo non seppi quanto la figurina fosse diventata importante. Dopo un po’ di anni ricevetti una telefonata da uno dei fratelli che mi invitava a una tal festa. Era di lunedì, io allenavo il Cesena, cercai di svicolare: “mi spiace, è il solo giorno che passo in famiglia”. “Ma non può, lei è stata la prima figurina” implorò. Lo scoprì così».

ha raccontato al Corriere della Sera.

Storie di altri tempi, Calcio di altri tempi, Uomini di altri Tempi. Grazie a loro, decenni di sorrisi, ricordi, amicizie, nostalgia.

Beatrice Canzedda

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