Il buco nero a più rapida crescita mai osservato

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L’annuncio degli astronomi della Australian National University di aver trovato il buco nero a più rapida crescita mai osservato (l’articolo scientifico è stato accettato per la pubblicazione su Publications of the Astronomical Society of Australia e per ora lo potete trovare come da prassi in un archivio online in attesa di pubblicazione) non è una semplice curiosità da guinnes dei primati del cosmo, infatti la scoperta ha lasciato perplessi gli scienziati per un motivo.
Prima di arrivare a cosa ha stupito gli scienziati vediamo un po’ le caratteristiche di questo mostro cosmico, il buco nero è stimato avere una massa di 20 milioni di soli quindi si tratta di un buco nero supermassivo, ma dovrei dire è stimato aver avuto, perché trovandosi a 12 miliardi di anni luce di distanza questo vuol dire che noi osserviamo ora com’era 12 miliardi di anni fa, un periodo a cui ci si riferisce come l’età oscura dell’universo. L’oggetto invece è luminosissimo, anche se principalmente emette in una porzione dello spettro non apprezzabile dell’occhio umano, raggi X ed ultravioletti.



Ovviamente non è il buco nero ad emettere, ormai se avete letto articoli precedenti sui buchi neri sapete come funziona, è il mostruoso disco di accrescimento del gigante, la materia che viene divorata viene talmente accelerata da emettere radiazioni fino a che supera l’orizzonte degli eventi.
Per spiegare l’eccezionalità del mostro basti dire che se fosse al centro della Via Lattea sarebbe più luminoso di una Luna piena, se state pensando che sarebbe carino ripensateci perché con tutti i raggi X che emette sarebbe un problemino per la vita sulla Terra.
Ma come ho premesso dal punto di vista degli scienziati a sorprendere non sono le dimensioni del buco nero, non è l’unico, ma che abbia raggiunto quelle dimensioni così in fretta (12 miliardi di anni fa l’universo era ancora relativamente giovane), il ritmo di accrescimento insomma, considerato che ora sappiamo che i buchi neri supermassivi al centro delle galassie sono in un certo senso dei regolatori delle stesse, cardini del processo di formazione ed evoluzione delle galassie stesse, non è un quesito irrilevante.

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