Buongiornissimooooooooooooo!11!!1!!!11!!1!! Kaffééé?!

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Avete rotto.

La parte peggiore dei social è questo loro immenso potere di creare dipendenza e di fare di ogni idiozia viralità. Puoi cercare di sfuggire, eppure dove ti giri troverai lo sfottò altamente demenziale del momento e non c’è modo di evitarlo, di ignorarlo, almeno che tu non cancelli il tuo account; ma nessuno lo fa.

Da quando Facebook ha preso possesso delle nostre menti, esiste questo spettacolare ed esilarante fenomeno dei Over 40: generazioni di adulti completamente ignare della tecnologia e dei suoi benefici -come delle sue insidie-, gettati in preda ad entusiasmanti giochi di condivisione di materiale non filtrato nell’esuberante mondo dei post e dei likes.

Da quando Facebook ha preso possesso delle nostre menti, esiste questo spettacolare ed esilarante fenomeno dei Teenagers&Young Adults -sì, la famo all’inglese che fa più scientific- che fanno di ogni cosa una battuta -ogni santissima e maledettissima cosa-, facendo della demenzialità l’unica forma di umorismo, senza criterio né selezione di alcun genere.

Parliamoci chiaro: la demenzialità e il nosense sono cose bellissime. Ci vogliono come il pane, insomma l’ilarità non è solo nelle battute ricercate e satiriche, sta anche nelle scorregge, e questo è vero e spontaneo. Però quando tutto questo ha iniziato a trasformarci in scimmioni con i piatti nelle mani, sempre in preda a parate ridicole e patetiche, ecco è lì che l’umanità ha iniziato a fare schifo.

Così, ecco come il mondo si è diviso, al momento: da una parte queste tenere, ingenue, simpatiche creature definite dal web I Quarantenni -ma l’età si aggira intorno a questa cifra, può essere anche più, può essere anche meno-: adulti immersi con stupore e meraviglia nel mondo social, apparentemente consapevoli della superficialità e stupidità del mezzo ma talmente invischiati da risultare doppiamente bimbiminkia. Loro sono i portatori sani di Buongiornissimo, viralità del momento: gif animate con su scritto “buongiorno”, cadenzate ogni giorno con la puntualità del gallo che sveglia il suo pollaio; sono coloro che condividono link sui parenti defunti (sempre pace all’anima loro), sulle persone cattive e doppiogiochiste, su quanto sia importante la mamma, la nonna, la bisnonna. E soprattutto, sono coloro che scattano i selfie più belli di tutto il creato: ambiscono la sensualità ma non troppo, perché magari si ritengono troppo vecchi per queste cose ma non sufficientemente saggi per evitarle del tutto. Foto con i figli, foto dei figli, così, per il gusto di mostrarli alla pubblica piazza. Una delizia per gli occhi e per il cuore.

socialDall’altra parte, noi. I più imbecilli di tutti. Perché i giovani adulti e gli adolescenti che sono cresciuti immersi nell’Internet, potrebbero -è un paradosso- fare un uso smodatamente più responsabile del mezzo.
Ma, ovviamente, non succede. Dunque accade che, per farsi due risate, sempre basandosi sul principio che per fare ridere sia assolutamente necessario schernire il prossimo, anche in questo caso sono nate parodie su parodie del Quarantenne Tipo Sui Social. Inutile dirlo, la pseudo creatività si è scatenata: Da Hitler a Kim Jong Un, dai cartoni animati ai personaggi cult di serie televisive e dei film, tutti sono, improvvisamente, diventati Quarantenni Tipo Sui Social.
Giù, a suono di risate.

Domanda: ma dopo la millesima parodia, non v’è seccato?
Come fa a non farvi sentire stanchi lasciare che ogni cosa diventi un meme con la stessa identica ironia, copiata e incollata?
Perché non riusciamo a parlare evitando che ogni risposta sia un’immagine trita e ritrita?

Propositi per il futuro: altro che fertility day, io non progetto un bambino. Progetto una me quarantenne che stia molto, molto, molto alla larga dai social e dal suo umorismo stantìo.

Gea Di Bella 

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