Jingle Bells Business: il Natale in cinque statistiche

In perfetto stile Grinch, noi di Ultima Voce apriamo dicembre parlandovi del business del Natale, cioè quel fenomeno economico e antropologico per cui sono due mesi che vediamo panettoni sugli scaffali del supermercato.

Messe via le infradito e le creme solari, da qualche anno, già ai primi di ottobre iniziano a comparire i panettoni sugli scaffali del supermercato. Il Natale è praticamente la quinta stagione dell’anno e per i commercianti rappresenta il rush finale del bilancio, prima di abbassare la serranda e rivedersi ai saldi di gennaio. Noi di Ultima Voce, però, non ci facciamo certamente intenerire da due canzoni natalizie e dai teneri pupazzetti che ci guardano famelici dalle vetrine fino alle 19,29 del 24 sera. In perfetto stile Grinch, cercheremo di guardare al business del Natale attraverso queste cinque curiosità.

1. Il binomio Natale e Black Friday





La galoppata natalizia, da qualche anno, anche in Italia prende il via in occasione del Black Friday. L’anno  scorso, secondo quanto riportato dall’Ansa, le vendite avevano superato anche i ricavi del periodo natalizio. Negli USA il Black Friday 2019 è stato il “secondo giorno di shopping più grande di sempre”, come riportato dalla CNBC.  In tutto abbiamo speso 6,7 miliardi di euro. In Italia si è registrato un aumento del 19,5% per il commercio online e, complessivamente, la settimana ha visto un aumento di spesa del 23% rispetto a altre settimane dell’anno (Dati Nexi, paytech che lavora con quasi 900 mila commercianti italiani). Vero è che quest’anno sono però aumentate anche le proteste e i controeventi per dire basta al consumismo e alle sue forme di sfruttamento.

2. In “vetrinistica” il Natale inizia il 25 ottobre




In “vetrinistica” (la disciplina che si occupa dell’allestimento delle vetrine), il periodo dedicato alle decorazioni pre-natalizie inizia il 20-25 ottobre e punta fondamentalmente a dilatare il periodo delle vendite dedicate al Natale. Essendo fattasi largo però l’occasione di consumo di Halloween anche nel nostro paese, molto spesso i negozi monomarca e i centri commerciali iniziano dal 1° novembre il loro tortuoso programma di marketing natalizio. Negli Stati Uniti il mese d’inizio è ottobre, mentre i Canada solitamente si intensifica dopo il Remembrance Day dell’11 novembre. Nel Regno Unito e in Irlanda le luci vengono accese a metà novembre. Gli economisti definiscono questa dilatazione temporale del periodo di Natale come “Christmas Creep“, cioè il prolungamento del brivido del Natale.

3. Negli Stati Uniti il business del Natale vale il 25% dell’anno




Si calcola che un quarto di tutte le spese personali sostenute dai consumatori americani si concentrino nel periodo natalizio. Normalmente, l’incremento di vendite tra il mese di novembre e quello di dicembre di ogni anno è del 54% solo nei negozi degli USA, secondo quanto riportato dall’Ufficio censimento degli Stati Uniti. Il mercato del Natale oltreoceano genera un indotto di circa 586 miliardi di dollari.  Lo scorso anno l’aumento delle spese pre-natalizie è stato ancora maggiore, con un aumento degli acquisti tra novembre e dicembre del 100 percento nelle librerie e del 170 per cento nelle gioiellerie.

4. Nascono sempre più app e servizi per riciclare regali di Natale non graditi

Tecnicamente si chiama “regifting”, in pratica è il riciclaggio del regalo. Consiste nella collocazione su Ebay o simili di un regalo appena scartato, non appena l’ospite donante se n’è andato, convinto di aver fatto un figurone con il suo servizio da tè per due. Secondo un’indagine realizzata qualche anno fa da TNS, il 55% degli italiani ritiene giusto dare all’oggetto  una nuova destinazione e sono sempre più numerosi coloro che decidono di rivenderlo. Il 70% di questa ingratitudine si manifesta proprio tramite Ebay. Suocere e cognati sono coloro che si macchiano più spesso del delitto di “Acquisto inappropriato o semplicemente brutto”. Il 30% degli intervistati pensa di guadagnarci però tra i 51 e 100 euro.

Secondo le stime di Ebay, sembra essere il 28 dicembre il giorno in cui più persone piazzeranno sulla piattaforma il loro regalo non apprezzato. Si tratta di una giornata ottimale dal punto di vista degli utenti previsti online (e quindi dei potenziali acquirenti per il vostro regalo brutto), con un buona possibilità di trovare regali ancora intatti (scartati tre giorni prima) e di cui le persone vogliono liberarsi velocemente (quindi il prezzo potrebbe essere interessante). L’arco temporale, però, secondo le stime di Ebay si estenderà fino al 18 gennaio. Non c’è tempo da perdere, quindi.

5. I lavori natalizi più ricercati

Se profumerie, gioiellerie, negozi di giocattoli e librerie assumono tendenzialmente più lavoratori per il periodo natalizio, non mancano certamente offerte di lavoro più eclettiche. Nel periodo precedente al Natale, si rincorrono anche in Italia opportunità di lavoro tra le più disparate. Tra questi, gli spalatori di neve che Manpower sta assumendo per una società di pulizie di Milano. Oppure gli impacchettatori di regali natalizi per associazioni di beneficenza, o, ancora, gli aiutanti di Babbo Natale e animatori per centri commerciali, disposti a travestirsi e a intrattenere grandi e piccoli. Per chi si sente pronto per un’avventura di più ampio respiro, sono invece aperte le candidature per società che organizzano tour e visite accompagnate ai mercatini natalizi. Emerge qui la figura del “market tester”. Avete capito bene: si tratta della figura pagata per recensire alcuni dei più celebri mercatini d’Europa, con le migliori soluzioni da offrire ai potenziali visitatori. Business per il business del Natale.

Bonus: Quel gran genio di Mariah

Se invece foste alla ricerca di un lavoro veramente remunerativo, potreste optare per l’incisione di una sola, grande, mitica canzone natalizia e seguire le orme di Mariah Carey. Pur essendo riduttivo ancorare la sua carriera a “All I Want for Christmas is You”, in questi giorni bisogna rivolgere un pensiero a Mariah e al suo commercialista. Dal 1994, li immaginiamo mentre si sfregano le mani respirando la frizzante aria di dicembre. Quest’anno, il pezzo ha infranto tre nuovi record e, pochi giorni fa, il Guinness World Record ha insignito l’artista di un riconoscimento per il migliore risultato nella classifica Hot 100 di Billboard per un’artista solista, per essere stata la traccia più trasmessa su Spotify in 24 ore lo scorso dicembre (più di 10 milioni di streaming) e per aver inciso la canzone più longeva nella top 10 di una delle classifiche musicali più importanti del mondo, quella del Regno Unito. Secondo la testata The Independent, solo in questa nazione, la canzone rende alla cantante circa 500 mila dollari l’anno. In 25 anni, la paladina del Natale ha quindi ottenuto ben 60 milioni di dollari in royalties.

Buon Natale a tutti. Soprattutto a Mariah.

 

Elisa Ghidini

 

 

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