Caffeina: aiuto naturale contro il Parkinson?

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La caffeina è forse una delle sostanze più abusate al mondo presente, principalmente, nella bevanda che prendiamo più comunemente: Il caffè.

A metà mattina o dopo pranzo, ogni momento è buono per prendere un caffè. Oltre a essere una piacevole bevanda, il caffè ha anche una serie di proprietà che la rendono oggetto di studio in campo medico.

Una delle ultime scoperte è il ruolo della caffeina come ritardante dei sintomi motori della malattia del morbo di Parkinson. Questa è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dalla riduzione a livello cerebrale di dopamina, un neurotrasmettitore implicato sia nei meccanismi di gratificazione e piacere sia nel controllo del movimento. Venendo meno l’azione della dopamina, si manifestano sintomi motori, tra cui il classico tremore.

Ricercatori della McGill University hanno condotto uno studio per osservare il ruolo della caffeina in questi pazienti. Hanno diviso 61 persone affette dalla malattia in due gruppi, a uno dei quali era somministrato il placebo mentre all’altro, la caffeina. Come risultato hanno osservato che, effettivamente, questi ultimi vedevano una riduzione delle difficoltà motorie.

Si tratta quindi di un aiuto naturale contro il Parkinson?

La caffeina è dal punto di vista chimico molto simile a una sostanza che troviamo nel nostro organismo, la adenosina ed è pertanto in grado di legarsi ai suoi recettori, esercitando gli stessi effetti che avrebbe la adenosina. In particolare, legandosi ai recettori A2A e A1 questa va a regolare la produzione di neurotrasmettitori come appunto la dopamina.

La perdita di dopamina sarebbe quindi rallentata, e con questa, anche la comparsa dei sintomi motori del Parkinson.

In attesa di certezze, però, non è certo la prima volta che la caffeina è al centro dell’interesse degli scienziati: già un altro studio aveva dimostrato come il caffè potesse essere un buon aiuto alla memoria. In questo caso, però, gli scienziati non si sono pronunciati ancora in modo definitivo.

Ulteriori ricerche sono necessarie per capire se, veramente, la caffeina abbia questi ruoli positivi nella malattia di Parkinson e quali siano gli effetti di una somministrazione a lungo termine.

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