Call Center: 12 lavoratori pagati 33 centesimi l’ora. Questa è l’Italia

E’ una storia vera successa a Taranto, in cui un’azienda ha deciso di fare tutto in nero, ma tranquilli dopo la denuncia è stata chiusa.

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E’ successo in Puglia, precisamente Taranto, quattro ore al giorno a vendere abbonamenti per Tim e Fastweb in due diversi Call Center, ma con che paga? 33 centesimi all’ora.




Due turni: 10-14 e 14-18 da rispettare e 12 impiegati centralinisti non regolamentati e quindi senza contratto.

Una promessa di base che ha alimentato la fantasia dei lavoratori: pagamento in percentuale ai contratti venduti.

Andare i bagno era vietato durante il turno di lavoro, pena? Conteggio dell’ora di lavoro mancato.

Che dire di più, una nuova frontiera dello sfruttamento e tutto all’italiana, zero legalità, ma per fortuna la denuncia dei sindacati è andata a buon fine, eliminando così questi due pericolosi Call Center. La Cgil è stata la prima a muoversi grazie alle segnalazioni ricevute. Carabinieri e Finanza hanno agito in un secondo momento, la situazione era veramente tragica e surreale.



Chi c’è dietro ai Call Center illegali?

Un esposto a Procura e Prefetto da parte di alcuni lavoratori stufi della propria condizione avrebbe fatto partire la macchinosa trafila dei controlli ma per fortuna con esito positivo.

L’immediata chiusura dell’azienda dietro ai Call Center non si è fatta attendere, dietro le quinte è stata architettata anche una sorta di truffa a Tim e Fastweb nonostante i brand avessero stipulato un rapporto commerciale.



Ma c’è di più, uno dei due Call Center incriminati era perfino iscritto alla Camera di commercio come corriere espresso, sì fa ridere ma purtroppo è vero. I centralinisti non potevano registrare le telefonate, ma dopo giorni e giorni di lavoro il contratto definitivo non è mai arrivato per nessuno. Erano richieste mensilmente un certo numero di nuove attivazioni telefoniche, cifre mai raggiunte e quindi nessun contratto si è mai trasformato in realtà, ma è possibile tutto ciò? Tutto avveniva con la spedizione di documenti cartacei tramite dei pony express. Ma veniamo all’incriminato: chi vi era dietro a questa macchina oscura di sfruttamento del lavoro? Un uomo con nome e cognome ma a quanto pare nullatenente, anche in questo caso una manovra per nascondere qualcosa di losco dietro? Ciò che importa è che i Call Center siano finalmente stati chiusi, ponendo la fine di questo abominio italiano.

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