Calo di concentrazione

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Come si è persa la concentrazione? Come si è arrivati a perdere il filo? E la memoria? Eppure l’uomo ha seminato in molti campi.


Gravità, sterminio, raccolta e concentramento. Come ci si è deconcentrati da tutto questo?
Quando abbiamo iniziato a decentrarci? Lo abbiamo mai fatto davvero? Pensiamoci bene.

Abbiamo creato luoghi dove concentrare dolore, dove limitare le libertà, dove restringere. E lo abbiamo fatto in nome della libertà. Come può esistere libertà nel limitare? Nel concentrare e non nel concentrarsi?
Avete mai provato a concentrare un emozione? Non si può, tende ad esplodere. Non è forse meglio concentrarsi su come diffonderla? Renderla libera?

Ci è sempre stata così stretta la libertà degli altri. La nostra no, nonostante la limitiamo in un uso di parole improprie.
La nostra libertà è prevaricatrice e non accetta compromessi.
Anzi si li accetta, alle gambe impedendo un passo di avvicinamento o un venirsi incontro. Abbiamo ucciso il ricordo che serviva a non dimenticare e lo abbiamo fatto nel silenzio. Dopo una vita passata a dare voce alla ragione, che di cervello ne aveva molto ma necessitava di qualcuno che le desse corda vocale.

Abbiamo decantato nonostante fossimo stonati e alla fine rimarrà soltanto un nodo in gola.
Che spezzerà la voce alla ragione, ammutolendola e costringendola a non seminare mai più sapere.

 

Emiliano Gambelli

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