Il calore assorbito dagli oceani è maggiore di quanto pensavamo

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Una ricerca condotta da scienziati dell’istituto Scripps di Oceanografia e dell’università di Princeton appena pubblicata su Nature rivela che il calore assorbito dagli oceani è stato finora probabilmente sottostimato.
Gli oceani assorbono circa il 90% del calore in eccesso prodotto sulla Terra quindi conoscere l’ammontare di calore assorbito dall’oceano ci dà l’idea di che riscaldamento superficiale ci dobbiamo aspettare.
Il dato stimato dalla nuova ricerca per il quarto di secolo 1991-2016 è che gli oceani hanno assorbito una media di 13 zettajoule l’anno, un zettajoule significa un joule (unità di misura dell’energia) seguito da 23 zeri. OK 23 zeri sono tanti ma per i non addetti ai lavori non è un numero molto esplicativo, ma se lo traduco in 150 volte l’energia elettrica totale prodotta annualmente dall’uomo allora diventa spaventosamente comprensibile. Laure Resplandy che è assistente professore di geoscienze a Princeton e prima autrice dello studio afferma che il valore è più del 60% più alto di quello stimato nel Fifth Assessment Report on climate change from the United Nations Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) del 2014.



Questo valore più alto significa che se vogliamo evitare che il riscaldamento globale rimanga sotto +2°C rispetto all’era pre-industriale dovremo tagliare le emissioni del principale gas serra, l’anidride carbonica, del 25% in più rispetto alle stime precedenti.
Ma perché un risultato così differente rispetto a uno studio di pochi anni fa?
Tutti gli studi precedenti erano basati sul prendere direttamente la temperatura dal mare con più punti di campionatura possibili, però questo metodo ha due difetti, il primo è la mancanza di copertura totale, questo difetto è stato in parte superato grazie all’entrata in funzione della rete di sensori robotici Argo che prendono misure in tutto il globo ma questi ci forniscono dati solo dal 2007 in poi e solo della metà superiore dell’oceano.
Il metodo utilizzato nello studio di Resplandy e colleghi è invece indiretto, gli scienziati hanno compiuto misurazioni ad altissima precisione della quantità di 02 e CO2 combinati nell’aria, un valore che loro chiamano APO (ossigeno atmosferico potenziale), dal momento che più le acque sono calde meno questi due gas sono solubili in esse, l’APO fornisce una misura indiretta del riscaldamento degli oceani.

Roberto Todini

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