L’estradiolo contro il cancro triplo negativo

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Innanzitutto cos’è un cancro triplo negativo? Si tratta di una forma di cancro del seno che non produce innalzamento dei valori del recettore Alfa degli estrogeni, del recettore del progesterone e del recettore del fattore di crescita dell’epidermide umana (conosciuto come HER2), questi carcinomi rappresentano una quota non insignificante dei cancri del seno (10-20%) e colpiscono soprattutto donne giovani.
I ricercatori della Mayo Clinic (organizzazione non-profit statunitense per la pratica e ricerca medica) hanno pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences una ricerca che indicherebbe l’estradiolo come possibile trattamento per un sottoinsieme di cancri tripli negativi. L’estradiolo è un estrogeno prodotto dalle ovaie che viene usato come farmaco per trattare i disturbi della menopausa.



Ora qui bisogna entrare un po’ nel particolare per spiegare perché l’estradiolo sarebbe efficace solo su un sottoinsieme di cancri del seno triplo negativi (che già sono un sottoinsieme di tutti i tumori del seno) e perché è una scoperta anche abbastanza sorprendente. L’estradiolo nei carcinomi mammari che esprimono un innalzamento del recettore alfa degli estrogeni non solo non è una cura, ma stimola la crescita del tumore, quindi pur essendo approvato dalla FDA come farmaco antitumorale viene utilizzato solo in casi disperati di donne il cui cancro ha sviluppato una resistenza alle terapie tradizionali.
La sorprendente scoperta del primo autore della ricerca il dr. John Hawse, del suo co-autore il medico  oncologo Matthew Goetz e di tutti gli altri collaboratori è che l’estradiolo ha un effetto completamente opposto, cioè inibente della crescita nei carcinomi mammari che esprimono il recettore Beta degli estrogeni, questi tumori rappresentano circa il 25% dei tumori del seno triplo negativi.
I ricercatori hanno scoperto che l’estradiolo si va a legare col recettore Beta e stimola la produzione di un gruppo di proteine chiamate cistatine che hanno dimostrato un’azione soppressiva sulle cellule tumorali, sia vicine che distanti.
I ricercatori contano di passare al più presto a uno studio clinico su donne con cancro triplo negativo in fase avanzata ed espressione del recettore Beta degli estrogeni.

Roberto Todini

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