Quando i cani parlano e capiscono: il linguaggio di Chaser, Bunny e Stella

Studi su come i cani parlano e capiscono e citizen science rivoluzionano il mondo canino. Ne è un esempio lo studio su Chaser, pubblicato su Science Direct.

Cani, tra lingua e linguaggio





I cani parlano e capiscono le nostre lingue più di quanto crediamo. Nessuna presa in giro, nessun inganno. C’è stato un Border Collie di nome Chaser che conosceva oltre mille nomi propri. Era stata soprannominata “il cane più intelligente del mondo” perché il suo umano e addestratore, il ricercatore e psicologo John Pilley, le aveva insegnato a capire frasi formate da un oggetto preposizionale, un verbo e un oggetto diretto. In breve, Chaser poteva capire la semantica e la sintassi di una frase in inglese, una delle nostre lingue, a condizione che fosse formata dai tre elementi grammaticali. Questo le permetteva di dedurre a quale giocattolo il padrone si riferisse, tra cinquanta oggetti, senza nominare l’effettivo oggetto in questione. In più, sapeva compiere differenti azioni con ogni oggetto.

Studiare la comprensione di un cane

Per testare l’effettiva capacità di comprensione di Chaser, Pilley ha preparato una serie di “comandi” formati da un oggetto preposizionale (un nome, un pronome), un verbo e un oggetto diretto (chi o cosa riceve l’azione). Chaser avrebbe dovuto rispondere consistentemente alla frase di tre elementi, ad esempio “Take freesbee to ball”, porta il freesbee alla palla. Pilley la presentava prima con una forma scorretta (to ball take freesbee) e poi con la versione corretta. In questo modo ha incluso la sintassi e la semantica nell’esperimento. E Chaser ha eseguito la giusta azione al giusto comando con una precisione di oltre il 90%. Pilley ha testato la procedura su tre livelli di difficoltà: con molti oggetti familiari presenti nella frase e nella stanza, con oggetti non presenti durante l’addestramento e senza avere gli oggetti davanti.

La staffetta del linguaggio canino

L’enorme comprensione del linguaggio umano dimostrata da Chaser rende chiaro quanto non conosciamo del pensiero dei cani. Il suo utilizzo di memoria e giudizio nel risolvere un comando è un esempio perfetto della sua intelligenza. Purtroppo, Chaser è morta nel 2019, un anno dopo Pilley. Però, oltre al suo enorme apporto alla ricerca scientifica ha lasciato un’eredità culturale che ha ispirato altri amanti dei cani. Uno dei casi più esplicativi è quello di Stella, il cane della patologa del linguaggio Christina Hunger. Stella ha ispirato la sua umana a dar vita a un progetto futuristico. Sappiamo tutti che i cani capiscono molte delle nostre parole e rispondono al loro nome o a comandi come “andiamo”. Hunger ha portato la comunicazione a un altro livello, dando al suo cane la possibilità di esprimersi, rispondere ed esplorare con il linguaggio umano.

Metodi alternativi di linguaggio orale

Hunger e il suo compagno hanno utilizzato dei dispositivi di Augmentative and Alternative Communication (AAC). Più semplicemente, dei grossi bottoni su cui registrare le parole. Il primo bottone, quando premuto, ripeteva solamente la parola “outside”, fuori. I padroni di Stella hanno iniziato a premerlo ogni volta che volevano farla uscire. Dopo qualche giorno, Stella ha voluto mostrare la sua consapevolezza del nuovo evento. Così, quando Hunger suggeriva di uscire e fare una passeggiata, Stella puntava il bottone, abbaiando. Nel giro di qualche tempo Stella ha iniziato a premere il bottone da sola quando voleva esprimere il bisogno di uscire. I risultati sono stati straordinari.

Se i padroni son distratti, Stella preme la parola gioco. Se non ha abbastanza acqua preme il pulsante per avvisarli. Preme “aiuto” se il suo gioco è incastrato sotto il divano. Conosce la differenza tra “Hi” (ciao, quando stai arrivando) e “Bye” (ciao, quando stai andando via). E oggi Stella sta usando il linguaggio in maniera più simile a noi, con commenti, pensieri, suggerimenti. Ad esempio premendo i tasti “Voglio” “Jake” e “Arrivare” in questo esatto ordine, prima di piantarsi davanti alla porta in attesa del suo amico umano.

Da umano a umano, da cane a cane

I profili di Hunger hanno spopolato. D’altronde è normale quando i cani parlano e capiscono. Gli sforzi di Stella sono diventati abbastanza famosi da ispirare altri. Sui suoi profili social What_About_Bunny, Lex Devine ha iniziato a raccogliere video e racconti dei successi linguistici di Bunny, una giovane Sheepadoodle che oggi conosce ben 54 parole. Come Stella anche Bunny sta imparando a destreggiarsi con il linguaggio umano grazie a una tastiera vocale dello stesso tipo. Bunny sa esprimere i propri desideri, fare domande su oggetti che non trova, e addirittura avvisare i suoi padroni che sta bene, fino ad autocelebrarsi.



Incontrarsi a metà strada

Chaser, Stella e Bunny sono solo alcuni esempi famosi di cani che hanno sviluppato capacità ritenute impensabili per la loro specie. A detta di Lex Devine, la padrona di Bunny, “le scoperte del Dottor Pilley sono importanti perché dimostrano che i cani pensano. Ragionano. Si pongono domande ed esprimono se stessi. Deducono. Il suo approccio ha portato a una nuova comprensione della cognizione dei cani, facendoci meravigliare di quanto possa rivelarsi complessa la mente dei nostri cani”. Chaser e Pilley sarebbero orgogliosi dei loro eredi.




Daniele Tolu

 

 

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