Cannabis Light: boom, trend e previsioni della marijuana a basso contenuto di THC

La marijuana legale e il suo commercio: possibili introiti per lo Stato e nuovi posti di lavoro.

La canapa “Eletta Campana” e l’intuizione di una start-up per la legalizzazione della marijuana con livelli di THC inferiori a quelli consentiti dalla legge.

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Da qualche mese, precisamente da maggio c.a., una start-up decisamente innovativa ha presentato alla fiera della canapa, svoltasi a Bologna, il proprio prodotto: la cannabis legale.
L’intento della EasyJoint Project s.r.l., e del suo ideatore Luca Marola, è quello di distribuire sul territorio un tipo di cannabis con livelli di THC inferiori a quelli posti come limite dalla legge, ma con un buon contenuto di CDB, che altro non è che la sostanza che permette di alleviare dolori di varia natura ed è in grado di rilassare senza avere effetti psicotropi.
Si chiama Eletta Campana ed è una varietà di canapa molto conosciuta in Italia fino agli anni ’30.

I risultati non si sono fatti attendere e dalla messa in commercio on-line alla prima tranche di vendite è passato pochissimo tempo, stimando un ordine ogni 30 secondi, con esaurimento scorte in sole 10 ore.
Per gli analisti di mercato questo vuol dire una sola cosa: possibilità di crescita ed espansione.
In particolare, un ricercatore italiano della Sorbona ha analizzato i trend e le statistiche di questo primo scenario aperto da EasyJoint, da cui sono emersi dati incoraggianti.
La diffusione di questo tipo di cannabis legale potrebbe significare un introito per lo stato di circa 6 milioni di Euro, e la creazione di quasi 1000 nuovi posti di lavoro fissi.

Il perché di questo boom è da ricercarsi in diverse fonti: molti si sono sentiti incoraggiati a provarla per l’assenza di illegalità, altri per il solo piacere di sentirsi rilassati senza essere “sballati”.
Recentemente, infatti, è emerso che i livelli di THC contenuti  nella marijuana del malaffare sono così alti da  aumentarne esponenzialmente  la pericolosità e il tasso di dipendenza.

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Per far sì, però, che questo commercio diventi ancor più florido e profittevole è necessario che lo Stato Italiano assuma in maniera consona le vesti di regolatore, intervenendo sulla regolamentazione del commercio, della coltivazione e delle norme di etichettatura e tracciabilità del prodotto, così come avviene già per molti settori. Il rischio, infatti, è che una scarsa considerazione di questa buona possibilità -che, in un momento di crisi come quello attuale, è necessario come l’aria- la porti a diventare solo una meteora.

Biancagiuliana Pepe

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