Cannes: Sindaco vieta il Burkini. È polemica

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Con un’ordinanza del 28 luglio, il sindaco di Cannes vieta il Burkini per motivi di “ordine pubblico”, questo si legge nel controverso e contestato provvedimento del primo cittadino della cittadina della Costa Azzurra. Intanto la polemica infuria, c’è chi aveva organizzato una manifestazione in un parco acquatico a Marsiglia, un Burkini Day, evento successivamente annullato per motivi di sicurezza. Ecco cosa prevede l’ordinanza :

L’accesso alla spiaggia è vietato  a tutte le persone che non hanno un abbigliamento rispettoso della morale e della laicità, e che non rispettano regole di igiene e di sicurezza adatte al demanio pubblico marittimo. Indossare abiti durante il bagno ha una connotazione contraria a questi principi  ed è altrettanto vietato. Chi viola la legge dovrà pagare un’ammenda di 38 euro.  Ed è  così che la paura striscia sotto gli ombrelloni.  Sono ancora nitide le immagini dell’attentato a Nizza, così il sindaco spiega: Un abbigliamento da spiaggia che ostenta manifestamente un’appartenenza religiosa, mentre la Francia e i luoghi di culto sono bersaglio di attacchi terroristici, può creare rischi per l’ordine pubblico che bisogna prevenire. 

C’è da chiedersi se può l’abbigliamento di una persona possa essere pregiudizievole, a quanto pare sembrerebbe di si, ma sulle polemiche innescate dal provvedimento, il sindaco di Cannes a Nice Matin,  a riguardo risponde :

Non ho tempo, nè voglia di fare polemica. Ho preso questa decisione per la sicurezza della mia città in un contesto di stato d’emergenza. Non ho vietato il velo, la kippa o le croci, ma semplicemente una uniforme simbolo dell’estremismo islamico. Viviamo in uno spazio pubblico comune che ha delle regole da rispettare.

A questo punto, è lecito chiedersi se come ha detto il sindaco “non ho vietato il velo, la kippa o le croci”, non sarebbe invece il caso di vietarli, così, giusto per salvare le apparenze e rendere più giusto il provvedimento,  anche e soprattutto perché il nella sua ordinanza parla di preservare la laicità dei luoghi pubblici. Se questo è vero, a rigor di logica, bisognerebbe militarizzare le spiagge per vietare l’ingresso a… tutti…

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