Capodanno: lo stress che si rinnova ogni anno

Fonte: ABC7 News
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Ogni anno arriva la fatidica domanda: “Cosa fai a Capodanno?” Te lo chiedono gli amici, i genitori, i vicini di casa, chiunque incontri per strada a dicembre. Se non sai ancora cosa fare, sicuramente sei uno sfigato. A Capodanno c’è l’obbligo tassativo di uscire e divertirsi. Non è ammesso fare altro.



Capodanno: lo scopo della vita

Allora c’è chi comincia a organizzare l’ultimo dell’anno già da novembre (se non prima). Bisogna intanto decidere dove andare: Italia o estero? Per quanti giorni? Una volta deciso c’è da scegliere l’alloggio: casa, hotel o bed and breakfast? Ogni giorno che passa le scelte da fare si moltiplicano e tutti gli amici coinvolti nell’organizzazione devono essere d’accordo su ogni particolare, per non creare screzi che si porteranno avanti fino alla notte più importante dell’anno, con il rischio di rovinarla. Per avere il massimo del divertimento è necessario prima sopportare il massimo dello stress.

Ma poi c’è chi non si cura della festa fino all’ultimo, perché troppo impegnato dalla routine del lavoro o dell’università, e quella domanda “Cosa fai a Capodanno?” fa sudare freddo. Sembra che tutti sappiano già cosa fare, tutti tranne te. L’unica soluzione è andare a casa, prendere il pc e cercare tutte le possibilità offerte dalla propria città. Ricerca che deve essere curata nei minimi dettagli: mesi di stress si accumulano in poche ore. La serata di Capodanno non può non essere perfetta.

L’incubo del cenone

Ma Capodanno non è solo una serata all’aperto. Prima di tutto è mangiare: mangiare fino a scoppiare. Perché che San Silvestro sarebbe senza il cenone? Per i più tradizionalisti significa invitare a casa amici e parenti (anche i meno simpatici, se no ci sarebbero pettegolezzi) e programmare almeno una settimana prima il menu. La mattina del 31 dicembre la sveglia è fissata per le 6: ci vorrà tutta la giornata per preparare quelli venti portate che tutti si aspettano.

Se invece si mangia fuori, ecco nuovi problemi dietro l’angolo. La prenotazione deve essere fatta minima la settimana che precede Natale, per non rischiare di dover chiamare dieci ristoranti diversi e sentirsi dire che è tutto esaurito.

Insomma, per divertirsi è obbligatorio stressarti. Tutti si aspettano, anzi pretendono, che si faccia qualcosa per Capodanno. Ma se io volessi soltanto starmene tranquilla a casa al calduccio e mangiare senza esagerare? È forse così terribile e sbagliato? C’è forse da vergognarsi?

Camilla Gaggero

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