Carceri: per Antigone calano i reati ma aumentano i detenuti

Il rapporto dell'associazione Antigone ha monitorato le condizioni delle carceri italiane registrando dati assai preoccupanti.

Sovraffollamento e condizioni delle celle sono solo alcune delle criticità delle carceri italiane.

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Dal sovraffollamento alla mancanza di personale, dalle celle senza doccia all’assenza di corsi di formazione. Sono solo alcuni degli indicatori rilevati dall’associazione Antigone, che da oltre vent’anni visita le carceri italiane. L’ultimo rapporto dell’associazione, oltre a dare conferma di alcune problematiche arcinote che affliggono le nostre carceri, rende conto di altri aspetti più sorprendenti.




Ad esempio, a fronte della diminuzione del numero dei reati, sale il numero dei detenuti; ma, ancor più sorprendente, è sapere che non c’è relazione tra il numero di stranieri in arrivo nel nostro paese e il numero di stranieri nelle carceri. Il rapporto di Antigone smentisce dunque un tema che è da sempre al centro del dibattito politico e che sancisce la non correlazione tra immigrazione e criminalità.

Le condizioni delle carceri

Dei 190 istituti di pena italiani, negli ultimi mesi l’associazione ne ha visitati 86, da quello più grande di Poggioreale a Napoli a quello più piccolo di Arezzo. Dalle indagini condotte è emerso un quadro preoccupante.

In 10 istituti l’associazione ha riscontrato condizioni delle celle inaccettabili: in alcune i detenuti non hanno a disposizione nemmeno tre metri quadri calpestabili, mentre in altre mancano le docce e in altre ancora il wc non è in un ambiente separato dalla cella.

Dati preoccupanti anche sul fronte del personale: in media esiste un educatore ogni 76 detenuti, cioè un agente ogni 1,7 detenuti.

Scarseggiano anche le attività formative: nel 43% dei casi non erano attivi corsi di formazione al momento della visita e un istituito su 3 non presentava nemmeno spazi dedicati a queste attività.

Venendo al sovraffollamento, dal 31 dicembre 2015 a oggi i detenuti sono cresciuti di 6.059 unità pari a un carcerato ogni mille abitanti. L’istituto che registra il numero più alto di detenuti è quello di Larino, in Molise: a fronte di una capienza di 107 posti letto, ospitava 217 detenuti, cioè un affollamento del 202,8%. Le altre tre carceri più affollate si trovano in Lombardia. In testa c’è Como con un tasso di affollamento del 200% (462 detenuti per 231 posti), poi segue Brescia-Canton Mombello affollato al 192% e infine Lodi con un tasso del 191%.

Meno reati ma più detenuti

Uno dei dati accennati poc’anzi riguarda l’aumento dei detenuti a fronte di una diminuzione dei reati. Uno dei motivi di questo andamento è da imputare al comportamento recidivo. In pratica, secondo Antigone, il regime carcerario è un tipo di condanna che non serve a correggere o raddrizzare i detenuti. Così, una volta usciti, molti di loro ricadono nell’abisso della criminalità con conseguente ritorno in carcere.




Ma c’è anche un’altra spiegazione a questo fenomeno. L’Italia è il quinto paese in Europa per tasso di detenuti in custodia cautelare: ovvero, molti sono in carcere da innocenti in attesa di una sentenza. Essi sono il 34,4% quando la media europea è del 22%.

Da sfatare è anche il mito degli stranieri in carcere che stando alle parole di alcuni politici sarebbe in costante e pericoloso aumento. Se nel 2003 su ogni cento stranieri l’1,6% finiva in carcere, oggi con 5 milioni di stranieri residenti in Italia il tasso è dello 0,39%.

Nicolò Canazza

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