Caritas Internationalis abbandona gli investimenti sui combustibili fossili

Anche Caritas Internationalis dice addio ai combustibili fossili

Caritas Internationalis, come altre Istituzioni cattoliche, ha deciso non investire più in combustibili fossili, scegliendo investimenti eco-sostenibili

Caritas Internationalis
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In occasione della Giornata mondiale della Terra del 22 Aprile, Caritas Internationalis, una delle più importanti organizzazioni umanitarie nel mondo, annuncia la decisione di abbandonare gli investimenti nei combustibili fossili. Lo fa assieme ad altre 34 Istituzioni cattoliche. L’impegno climatico raccoglie sempre più consensi, segno tangibile della sua indifferibilità. Anche diverse banche cattoliche tedesche hanno intrapreso questo cammino per offrire ai loro investitori, una alternativa agli investimenti non eco-sostenibili. Tra queste, Bank Im Bistum Essen eG, Pax Bank e Steyler Ethik Bank, che hanno un bilancio di circa 7,5 miliardi di euro.

Perchè la scelta di Caritas Internationalis è così influente

Caritas non è una Istituzione qualsiasi, ma è una istituzione con sede nella Città del Vaticano e con potere qualificato all’interno della Chiesa cattolica. La stessa Santa Sede nomina direttamente diversi membri del Comitato esecutivo di Caritas Internationalis. Secondo Focsiv (la federazione che raggruppa organizzazioni non governative di ispirazione cristiana) e lo stesso Movimento Cattolico mondiale per il clima, quella della Caritas è una dichiarazione che eserciterà una notevole pressione sulla Banca Vaticana – lo IOR, Istituto per le Opere di Religione – affinché quest’ultima decida finalmente di abbandonare gli investimenti nel settore dei combustibili fossili.

Cos’è lo IOR e su cosa investe

Lo IOR– l’Istituto per le Opere Religiose- ha la funzione di amministrare il patrimonio affidato alla Chiesa Cattolica. La Banca Vaticana ha già ridisegnato a fondo il proprio modello di investimento secondo le prime direttive di Bergoglio. Gli investimenti permessi si basano su criteri e altri parametri di selezione che potremmo chiamare “filtri etici”, creati da indici di classificazione internazionali: il risultato finale è lo “Ior Score”, misurato in una scala da 1 a 100. Sono stati esclusi, con questo sistema molti settori di investimento: tabacco, alcol, difesa, nucleare, e altri come il farmaceutico. Criteri questi condivisi da un altro ente economico della Santa Sede, l’Apsa, che è il dicastero per l’amministrazione di beni mobili e immobili.

Bergoglio si è però pronunciato più e più volte anche sui cambiamenti climatici: “Riguardo ai cambiamenti climatici c’è un chiaro, definitivo e ineluttabile imperativo etico ad agire“. E le Istituzioni Cattoliche sembrano aver colto finalmente la provocazione. Chissà che pure la Banca Vaticana, protagonista di scandali e polemiche sui suoi investimenti, non decida di fare lo stesso.

Elisabetta Del Nobile

 

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