Il carnevale di Viareggio = Allegria

Il Carnevale di Viareggio tra carri che ti lasciano senza fiato e l'allegria che regna sovrana.

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Martedì grasso a Viareggio, ridente cittadina marittima della toscana, doveva essere di scena la famosa sfilata dei carri, ma per una serie di sfortune che mi capitano sempre nella vita per colpa del maltempo l’hanno annullata. In compenso si potevano mirare i carri all’interno della cittadella. La cittadella sono un gruppo di mega box uno di fianco all’altro dove costruiscono questi monumenti. L’aspettativa non era delle migliori, visitare una sorta di museo per una ricorrenza che non pratico non era il massimo. Appena parcheggiato la musica ti indicava la strada. Superato il cancello però inizia la magia.

Bisogna precisare che la festa di Carnevale per Viareggio è una festa molto più importante di Natale, lo dimostra il fatto che nonostante la sfilata è stata annullata e il tempo minacciava pioggia per tutte le ore della giornata un fiume di persone ha affollato il Carnevale. Lo spirito carnevalesco ti entra nel sangue, e ritorni un bambino con gli occhi all’insù e la gioia innocente nel cuore. Di fronte a te vedi comparire una serie di carri giganti, alti almeno 10 metri, di mille colori e con una musica assordante che fuoriesce dalle casse giganti montate sul carro, qui è tutto gigante. Si può trovare il faccione di Trump con la statua della libertà dotata di mitra che cavalca il suo ciuffo con una tavola da surf. Oppure una riproduzione della fabbrica di cioccolato con Willy Wonka con le sembianze di Renzi che seduto sul water tiene in mano la bambola di Gentiloni come fosse un ventriloquo, nel mentre sotto di loro ballano Salvini e Grillo. La fine satira politica è una costante. La lenta burocrazia italiana disegnata come un gruppo di scimmie con una valanga di scartoffie di fronte. Una pattumiera con dentro i politici con su scritto “organico parlamentare”. Poi Trump, Salvini e la Le Pen in “terrore senza frontiere”. E poi il più bello e significativo. Si intitola “Frontiere” e raffigura un uomo logoro che dall’alto sconsolato guarda tutto, in queste rovine una serie di immigrati cercano si superare la bandiera europea che diventa sempre più grande e impossibile da valicare.

I carri sono maestosi e nonostante le tematiche non sempre allegre riescono a mantenere alto il senso di felicità infantile che ti travolge. I box sono talmente vicini che le musiche sparate ad altissimo volume, le urla, i bambini, i cuori che battono per lo stupore si mischiano e creano una sinfonia che si può descrivere solo con la parola Allegria. L’Allegria è la cosa che incolla il tutto e rende tutto una favola senza tempo. E poi c’è la passione dei figuranti, tutti straordinariamente bravi e senza compenso, che ti emoziona. I vestiti di una perfezione che tocca l’impossibile, il muoversi all’unisono in una coreografia provata talmente tante volte che li ha resi un corpo solo, l’onore e l’onere di poter salire su quel carro e mostrare la loro felicità, questo trasforma tutto in sorrisi.

Non credevo di poter riamare questa festa, ma il Carnevale di Viareggio c’è riuscita. Il martedì grasso sancisce la fine del carnevale ma non qui. Sabato e domenica i carri, tempo permettendo, sfileranno per sancire il più bello di quest’anno. Se al chiuso erano così posso solo immaginare che emozione sarà poter vedere questi capolavori girare per la città con un nugolo di bambini di ogni età che danza dietro di loro. Quindi prendete un giorno di ferie, inventate una scusa se avete impegni e andate al Carnevale di Viareggio a respirare l’Allegria.

Claudio D’Adamo

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