Caro Salvini, le Chiese devono rimanere chiuse e non si muore perché non si prega abbastanza

Sono morti altri due medici. Altri due.
Ne muoiono due al giorno in Italia.
La conta è arrivata a ottanta, da quando tutto è iniziato.
Madri, padri, figlie e figli strappati alle loro famiglie per dovere. Soli. Senza nemmeno il conforto di una mano stretta.
Medici, infermieri, operatori sanitari, di laboratorio a migliaia si ammalano. Piangono. Soffrono. Non tornano a casa. Rischiano la propria vita. Continuamente. Muoiono.
Conducono una battaglia che è fatta del loro sacrificio e del loro dolore. Della salute e della loro vita.
Eppure per qualcuno se vinceremo questa guerra, e la vinceremo, il merito non sarà loro:
“La scienza – ha detto Salvini – da sola non basta, ci vuole anche il Buon Dio per sconfiggere questo mostro e la Protezione del Cuore Immacolato di Maria”.
Quindi, evidentemente, chi muore è perché non prega abbastanza. O perché Dio non ha ancora deciso di intervenire.
E anzi:
“Essendo Pasqua bisogna riaprire subito le chiese per permettere ai fedeli di pregare”
Quindi a medici, infermieri e ricercatori non solo vanno tolti meriti. No. Vanno anche dati ostacoli. Resa impossibile loro la vita.
Riempire le loro corsie di nuovi pazienti.
Bisogna aprire le chiese, far andare in giro per le strade milioni di fedeli (che sono per lo più anziani) così da incrementare la diffusione del virus. I contagi tra i più fragili, che più facilmente finiscono in ospedale e magari in terapia intensiva.
Dove renderanno ancora più difficile il lavoro agli operatori sanitari, caricandoli di altro lavoro, di nuovi rischi, di nuovi morti da seppellire.
Quindi bisogna mettere in pericolo i medici e gli infermieri e togliere loro anche i meriti, urgentemente, perché queste persone votano e credono. E su di loro simili parole potrebbero fare effetto. E magari se il governo non lo fa, per salvare la vita a loro e agli operatori della Sanità, sarà anche tacciato d’essere amico del demonio.
Tutto questo per la sua fame di poltrone.
Milioni di italiani e poi medici e infermieri e lavoratori tutti da mettere in pericolo perché lui deve intercettare il voto dei cattolici. Soprattutto di quelli che su Facebook scrivono amen e poi “fate affogare gli immigrati”.
Perché quelli veri, i veri credenti, davanti a tutto questo possono solo provare un cristiano, profondo disgusto.

 

Emilio Mola 

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