Carpisa finisce nella bufera a causa dello spot per la Festa della Mamma

Decine di commenti polemici sul web nei confronti dell'azienda

Il video è stato definito sessista.

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Domenica scorsa, giorno 13 maggio, è stata la Festa della Mamma e, com’è ormai divenuto consuetudine, tantissime persone hanno condiviso post con frasi, foto e video dedicati alle proprie madri per far loro gli auguri e ringraziarle dell’amore e dell’impegno che hanno speso per i propri figli. Anche Carpisa ha condiviso sulla sua pagina Facebook ufficiale un video dedicato alle mamme, con il seguente messaggio.

Non c’è mestiere più impegnativo di quello di essere mamma!

Ecco perché abbiamo voluto fare una sorpresa a tutte le nostre mamme, per ringraziarle per la dedizione, la passione e l’amore che ci dedicano ogni giorno.




Lo spot di Carpisa per la festa della Mamma

Nel video prodotto da Casa Surace, si vede un consulente del lavoro che convoca nel suo ufficio delle dipendenti e inizia a rimproverarle perché di recente non hanno dato il massimo, non hanno saputo svolgere a pieno i loro compiti e non sono riuscite a mantenere tutti gli impegni previsti. Le donne restano spiazzate dai commenti severi dell’interlocutore nei confronti del loro operato e cercano di difendersi, chiedendo delucidazioni in merito. Alcune vanno in panico e altre perdono la calma, non riescono a spiegarsi in cosa abbiano sbagliato. Ma poi il consulente fa entrare il ‘capo’ che ha sporto le lamentele nei confronti delle dipendenti ed ecco che nell’ufficio entrano dei bambini, i figli delle donne fino a poco prima redaguirte severamente. Le mamme si sciolgono e iniziano a piangere, i rispettivi figli leggono loro delle lettere in cui esprimono il loro disappunto per l’assenza delle loro madri a casa, dovuta al lavoro e agli orari da rispettare. I pargoli chiedono alle mamme di essere più presenti, di stare di più a casa, di giocare con loro e di portarli al parco. Insomma, i figli chiedono alle donne di essere più ‘mamme’ e meno ‘lavoratrici’.




Polemiche sullo spot di Carpisa

L’intento originale non era quello recepito dal pubblico, ma sul web lo spot di Carpisa dedicato alla festa della Mamma ha raccolto tantissime critiche, al punto che è finito nei trend di Twitter. A ribellarsi sono state soprattutto le donne che ritengono il video e il messaggio da esso veicolato fortemente sessista, in quanto viene messo in discussione il ruolo della donna sul posto di lavoro, a causa dei figli e, dunque, del suo essere mamma. Lo spot di Carpisa sembra quasi voler dire che se sei madre e lavoratrice non puoi svolgere bene entrambi i ruoli, uno dei due prima o poi ne risentirà. Se sei donna o ti dedichi alla famiglia o al lavoro, delle due l’una, non puoi avere entrambe le cose e pensare di poter riuscire in entrambe, svolgendo tutti e due i ruoli in maniera adeguata e con lo stesso impegno. Tra i commenti di critica verso lo spot di Carpisa figurano:

Non ho capito se da Carpisa si sono messi a vendere sensi di colpa e stereotipi sessisti insieme alle borsette, comunque bel video, proprio quello che le mamme lavoratrici desiderano.

Certo, una mamma lavoratrice non vede l’ora di sentirsi dire che siccome lavora trascura i suoi figli e non sta abbastanza a casa.

Bella monnezza di spot di Carpisa per “festeggiare le mamme”: le si fa credere loro che siano sull’orlo del licenziamento e poi si fanno entrare i figli (tutte a tanto così dalla crisi isterica). Complimenti, bella merda.

La situazione delle mamme lavoratrici è quanto di più delicato ci sia: già è difficile per le donne poter trovare un lavoro, sin dai colloqui di selezione si ritrovano a dover rispondere a domande assurde quali: “Lei è sposata?” oppure “Desidera avere dei figli?”. Se anche una nota azienda ci mette del suo e rigira il coltello nella piaga, allora essere donna e mamma è realmente un handicap per chi lavora o aspira a trovare un lavoro. Migliaia di donne sono costrette a lasciare il proprio posto, dopo aver dato alla luce i propri figli, perché non riescono a far fronte ai costi di baby sitter, tate e/o asili nido. Non tutte hanno i genitori o i nonni pensionati e liberi di accudire i nipoti, o se ce li hanno non è detto che siano disposti a farlo. Dunque, lo spot di Carpisa, seppure nato con l’intento di celebrare le madri, ha sortito l’effetto contrario, sembra quasi denigrarle. Ecco un video che descrive la reale situazione delle mamme lavoratrici:




La prossima volta che intendono celebrare le mamme, sarebbe il caso di pensarci due volte prima di usare i bambini come mezzi per far venire i sensi di colpa o di ribadire pregiudizi sessisti nei confronti delle donne. Cara Carpisa e care aziende, pensate a tutelare le mamme lavoratrici, non a massacrarle con turni sfiancanti e salari al di sotto del minimo sindacale. Questo sarebbe il giusto modo di celebrarle, non un video oltremodo offensivo nei loro confronti.

Carmen Morello

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