A Castiglion Fosco, un piccolo borgo nel comune di Piegaro, è stato inaugurato un progetto innovativo che rappresenta una vera e propria rivoluzione nel campo dell’inclusione sociale. Si tratta della prima Casa di Comunità per persone con disabilità, che sorge nei pressi della zona del Trasimeno, e che sarà interamente destinata al co-housing per persone con disabilità. L’iniziativa, finanziata nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), mira a promuovere l’autonomia abitativa e professionale, e si propone come modello replicabile in altre realtà italiane. A Castiglion Fosco inizia a prendere vita il progetto che punta ad un nuovo modello di inclusione e anti-discriminazione.
Una casa per vivere e crescere
La Casa di comunità per persone con disabilità sorge all’interno di un edificio comunale completamente ristrutturato per l’occasione. Il progetto ha trasformato l’ex stabile in due appartamenti indipendenti, ciascuno con sei posti letto, cucina attrezzata e spazi comuni. Particolare attenzione è stata riservata all’inclusione digitale, con l’allestimento di una sala pc per favorire l’apprendimento di competenze informatiche, considerate ormai essenziali per una piena integrazione sociale e lavorativa.
La scelta di creare spazi condivisi, ma allo stesso tempo funzionali alla privacy e alla personalizzazione dell’esperienza abitativa, riflette l’idea di fondo del progetto: offrire non solo un tetto, ma un ambiente dinamico, dove ciascun ospite possa sentirsi parte di una comunità.
Tre pilastri per una nuova vita indipendente
Alla base del progetto sulla Casa di comunità per persone con disabilità ci sono tre obiettivi chiave: la promozione della coabitazione tra pari, il potenziamento delle capacità individuali e la costruzione di un percorso verso l’autonomia personale e lavorativa. Come spiegato da Alessandra Todini, responsabile dell’Area Sociale dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, ogni ospite sarà seguito attraverso un progetto di vita individuale, costruito insieme a un’équipe multidisciplinare e calibrato in base alle sue necessità e aspirazioni.
Si tratta di un approccio che supera il semplice assistenzialismo e guarda invece allo sviluppo della persona nella sua interezza, fornendo strumenti concreti per un’esistenza piena e soddisfacente, anche sul piano lavorativo.
Una rete di professionisti al servizio delle persone
La gestione della Casa di comunità per persone con disabilità è stata affidata a un raggruppamento di tre cooperative sociali – Polis, Frontiera Lavoro e Coralius – che operano in sinergia mettendo a disposizione figure altamente qualificate: educatori, psicologi, operatori sociali ed esperti di accompagnamento al lavoro. Il loro compito è quello di seguire quotidianamente gli ospiti, guidandoli non solo nelle attività pratiche, ma anche nella costruzione di relazioni sociali e nella ricerca di opportunità professionali.
Ogni percorso è seguito in collaborazione con l’Unità di valutazione multidimensionale socio-sanitaria integrata, che garantisce un intervento calibrato e personalizzato, capace di valorizzare le risorse di ciascun individuo e accompagnarlo verso un’autonomia reale.
La forza della collaborazione istituzionale
Il progetto è frutto di un’importante sinergia tra più enti: l’Unione dei Comuni del Trasimeno, il Comune di Piegaro e il Distretto sanitario locale. Tutto è stato reso possibile grazie ai fondi del PNRR – Missione 5, dedicata a inclusione e coesione. Durante la cerimonia inaugurale, numerosi rappresentanti istituzionali hanno sottolineato l’importanza del lavoro di squadra nel dare vita a iniziative tanto ambiziose quanto necessarie.
Presenti all’inaugurazione il presidente dell’Unione dei Comuni, Sandro Pasquali, il sindaco di Piegaro, Roberto Ferricelli, l’assessora regionale Simona Meloni e il consigliere regionale Cristian Betti, oltre al direttore del Distretto sanitario Emilio Paolo Abbritti. Tutti hanno evidenziato come questo progetto rappresenti una risposta concreta ai bisogni delle fasce più fragili della popolazione.
Un esempio che parte dai borghi e guarda lontano
L’esperienza di Castiglion Fosco, frazione nel Comune di Piegaro, dimostra che anche nei piccoli centri è possibile avviare percorsi di innovazione sociale profonda. “Un passo importante verso l’inclusione vera e concreta, che parte dai piccoli borghi ma guarda lontano”, è stato uno dei messaggi più forti lanciati durante l’evento inaugurale. La Casa di Comunità non è soltanto un luogo in cui vivere, ma uno spazio in cui fiorire, scoprire nuove potenzialità e avviare un cammino verso la piena autodeterminazione.
La Casa di comunità per persone con disabilità si inserisce in un’idea di welfare di comunità, in cui istituzioni, terzo settore e territorio collaborano per costruire soluzioni capaci di migliorare realmente la qualità della vita delle persone. Un modello virtuoso che potrebbe ispirare altri territori a scommettere su inclusione, autonomia e cittadinanza attiva.
















