Casa Pound di nuovo all’attacco. Questa volta contro gli antifascisti in via Montevideo

Dopo la Befana fascista, evento di propaganda pacifico, vediamo Casa Pound di nuovo all’attacco. Questa volta le intenzioni erano tutt’altro che pacifiche e hanno visto i militanti fascisti aggredire un gruppo di antifascisti.




 

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I manifesti della discordia

 

Secondo quanto dichiarato dal gruppo di antifascisti mentre attaccavano dei manifesti i militanti di Casa Pound sono usciti dalla loro sede di Via Montevideo (Genova) con il solo scopo di aggredirli. Accadeva  intorno alle 23 del 12 gennaio.

Come si può leggere nel comunicato, apparso sulla pagina Genova antifascista nella serata di ieri:

Nella tarda serata di venerdì 12 gennaio un gruppo di antifascisti e antifasciste, intenti ad affiggere manifesti nella zona di piazza Tommaso, è stato improvvisamente aggredito da circa trenta fascisti militanti appartenenti a Casa Pound, usciti dalla loro sede di via Montevideo.

Brandivano bottiglie, cinghie e coltelli. Nel breve scontro che si è svolto, un compagno accorso per difendere un altro è stato circondato e colpito due volte: il coltello ha oltrepassato gli indumenti causando una ferita alla schiena.




La ricostruzione dei fatti secondo Casa Pound

 

I militanti di Casa Pound ricostruiscono in maniera diversa quanto accaduto. La loro accusa vorrebbe gli antifascisti come i primi ad accendere gli scontri, generati addirittura da un attacco alla loro sede e da barbare violenze sulle donne.

Continua il comunicato degli antifascisti:

I fascisti, maestri della menzogna e della vigliaccheria, stanno già producendo ricostruzioni assurde riguardo alla dinamica, parlando di “assalti” al covo di Casa Pound e a fantomatiche “violenze sulle donne”.

Questi sono i fascisti del terzo millennio, cambiano nome, si spacciano da Onlus e, sfruttando lo sdoganamento in atto da anni di partiti del centro sinistra e dall’appoggio delle destre, vorrebbero anche presentarsi alle prossime elezioni.

Ma la verità è una. I fascisti agiscono sempre e solo in un modo: alle spalle e con le lame.

 




La Digos indaga

 

Sulla vicenda indaga la Digos, che sta controllando le riprese delle telecamere. Questa è la prima volta che nella rossa Genova si registrano episodi di violenza tra gruppi fascisti e antifascisti. Non si esclude che questa sia la miccia che possa portare un innalzamento della tensione, che fino ad ora era rimasta sotto il livello di guardia. Ma, si sa, quando hai a che fare con i fascisti, la parola passa in secondo piano. L’uso delle violenza soppianta la dialettica. E con Casa Pound di nuovo all’attacco, non c’è da scherzare.

 

Lorena Bellano

One thought

  1. Come se non bastasse la grande informazione informazione faziosa (La Repubblica, L’Espresso, Il Fatto Quotid etc) anche voi nonscherzate di fronte ad ogni occasione per inventare accuse contro le destre.
    Ma quando i centri sociali , gli anarchici … assalgono con bombe molotov o come in quest’occasione che sulla base di una foto online troppo discutibile ,senza prove e senza il referto medico ufficiale , s’è scatenata la solita vergognosa accusa, quando ,ormai si sa che un ematoma viene tradotto per coltellata pur di creare un can can.
    Questo vecchio trucco è stato usato per tentare d’incastrare ad Ostia Casa Pound in combutta col caprone della testata al giornalista rompiscatole ,mentre dopo ina settimana di martellamento il mafioso Spada è risultato tifoso del Movim.5Stelle.
    Poi solo per citare i casi vicini : la bandiera nazista nella caserma dei carabinieri che dopo 1000 gaffe è risultata una bandiera della Germania imperiale.
    Siete ancora in tempo , dopo le accurate indagini, a modificare il vs. assurdo commento: Si dimostra ancora una volta col suo vero volto, Casa Pound. Leonida.Laconico@gmail.com

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