Caso Sea Watch: sbloccata situazione. Accordo fra Paesi Ue

La nave che da giorni è in mare, con a bordo 47 immigrati, può finalmente sbarcare in un porto sicuro.

Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/File:Sea-Watch_2.jpg
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Il caso Sea Watch sembra arrivato ad una conclusione. Dopo giorni in mare i migranti potranno scendere sulla terra ferma. Il Premier Conte, a margine di un incontro con Beppe Sala, fa sapere che avranno inizio le operazioni di sbarco dalla nave.

Questa notte si è tenuto un incontro notturno fra il Premier Conte e i vice Salvini e Di Maio. La conclusione dell’incontro è stata quella di aspettare la formalizzazione dell’accordo con gli altri Paesi dell’Unione e poi procedere per sbloccare la situazione della Sea Watch.

La svolta si è avuta grazie ad un accordo siglato ieri a Cipro fra Italia, Germania, Francia, Portogallo, Romania e Malta. I Paesi si sono resi disponibili ad accogliere i migranti. E stamani il Premier Conte fa sapere che “si è aggiunto anche il Lussemburgo tra i Paesi in cui saranno redistribuiti i migranti della Sea Watch“.

Joseph Muscat, premier maltese, faceva sapere da Cagliari – dove si trovava per un incontro del Distretto aerospaziale sardo – che “Malta ci sarà come c’è sempre stata. Per noi la parola solidarietà non è un concetto flessibile che si applica solo quando siamo noi a chiederla. E’ una costante“.

Ed ha anche aggiunto: “L’Italia è l’unico Paese che non ha ancora avviato l’iter con Malta per il trasferimento della quote di migranti salvati a bordo della Sea Watch il 9 gennaio scorso. Ancora non abbiamo avuto alcun contatto col Viminale“.




Prosegue “Spero sia solo una questione tecnica da parte del governo italiano, perché gli altri Stati membri che avevano preso l’impegno lo hanno mantenuto” facendo riferimento all’impegno assunto dall’Italia di farsi carico di 15 persone.

Lo sbarco

Intanto il Viminale sta mettendo a punto le modalità dello sbarco. Sembrerebbe che i 47 migranti saranno portati in autobus in un hotspot a Pozzallo o a Messina. In questa fase, saranno identificati e resteranno in attesa del trasferimento nei Paesi che hanno dato l’ok per la redistribuzione.

Il fatto che lo sbarco sia imminente sembra essere confermato da un tweet dell’account ufficiale Italia della Ong Sea Watch che, attorno all’una, scrive: “Dopo 12 giorni di vergognoso stallo, lo sbarco dei 47 naufraghi a bordo della #SeaWatch sembra imminente. Aspettiamo comunicazioni ufficiali“.

Il sostegno

Da giorni politici e cittadini stanno mostrando il proprio sostegno alla nave, chiedendo lo sbarco dei migranti a bordo. Solo qualche giorno fa tre parlamentari di +Europa, SI Sinistra Italiana e Forza Italia, erano riusciti a salire a bordo della nave.

Due giorni fa si è tenuta la manifestazione, in Piazza Montecitorio, “Non siamo pesci“.  A cui hanno partecipato Sandro Veronesi, Gad Lerner, Sonia Bergamasco, Nicola Fratoianni. All’unisono le voci chiedevano ” fateli scendere”.  Mentre L’associazione “Noi albergatori di Siracusa” offre un “adeguato vitto e vestiario”, finché non verrà trovata un adeguata soluzione politica.

Non si può che tirare un sospiro di sollievo per la conclusione di un estenuante caso come questo, protratto per troppo tempo. Ma la gestione del caso fa riflettere: quante altre navi verranno bloccate in mare per giorni, prima di capire che quella dell’immigrazione non è una questione da risolvere sulla pelle delle persone?

Francesca Peracchio

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