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Caso Weinstein, D’anna spara a zero su Asia Argento: “È un’ipocrita”

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La dichiarazione dell’attrice Asia Argento sullo stupro, subito a 21 anni per mano del produttore Harvey Weinstein, ha generato un acceso dibattito in Italia.

Da un lato chi dimostra solidarietà ad Asia Argento e dall’altro chi l’attacca duramente poiché colpevole di non aver denunciato prima e accusandola di non averlo fatto per ricevere tutti i benefici che possono derivare dal tenersi vicino uno dei produttori di maggior successo del cinema americano.




Tra questi rientra sicuramente Vincenzo D’Anna, il senatore di Ala-Sc (Alleanza LiberalPopolare-Autonomie Scelta Civica), che ospite nella trasmissione radiofonica di Klaus Davi ha dichiarato: “Asia Argento ha un atteggiamento ipocrita come anche le altre attrici, avrebbe dovuto denunciare subito la molestia subita, non aspettare vent’anni”.

D’Anna ha aggiunto infine: “Ammesso che queste persone abbiano ricevuto molestie, hanno goduto della benevolenza di chi le molestava, in questo caso di Weinstein. Venire a dire adesso, in tarda età, che hanno subito molestie, significa essersi prese a suo tempo la benevolenza del produttore mentre adesso si rifanno una verginità morale che andava manifestata qualche tempo fa. C’è troppa ipocrisia. Sono delle demi-vierges (ovvero semi vergini)”.

Per il senatore si è trattato di un mutismo di convenienza visto che “si è tenuta le sue cortesie, ha girato i film , probabilmente sarà stata scelta fra altre concorrenti, adesso cosa vuole? Pretende di riacquistare una verginità morale? Sarebbe bastato uno schiaffo”.




Invece Vladimir Luxuria evidenzia su Twitter la distanza che si nota dai consigli che Asia Argento dava alle donne vittima di violenza, durante la conduzione del programma “Amore criminale”, e la vicenda che la vede vittima consapevole visto il “silenzio colpevole”: “#AsiaArgento avrebbe dovuto dire NO a #Weinstein come hanno fatto altre attrici, le donne devono denunciare lo diceva lei a Amore Criminale!”.




Insomma una vicenda dove tutti si sentono in diritto di dire la loro, facendo prevalere molto spesso il desiderio di mettersi in primo piano più che di analizzare la triste vicenda in maniera critica o per sensibilizzare sul tema degli abusi.

Dorotea Di Grazia

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