Catalogna al voto tra caos e violenza

Più di 840 i feriti. Affluenza al 42%, nove su dieci dicono sì all'indipendenza della Catalogna. Rajoy: "E' stata una messinscena, sì al dialogo ma nel quadro dell legge".

(Manu Fernandez/AP)
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Doveva essere una giornata di gioiosa celebrazione per un risultato scontato quella di ieri in Catalogna ma si è trasformata in un incubo con centinaia di feriti e assalti ai seggi elettorali per impedire lo svolgimento del referendum sull’indipendenza catalana. Ma le violenze non hanno fermato lo spoglio dei voti che, pur essendo poco attendibile, conferma la vittoria del sì con il 90% dei voti.

Però si sarebbero presentati alle urne solamente 2,2 milioni di persone, il 47% degli aventi diritto, troppo pochi per legittimare la dichiarazione d’indipendenza che la Catalogna parrebbe pronta ad avanzare nei prossimi giorni. A poco servono le giustificazioni di Barcellona secondo cui, a causa delle violenze della polizia, non hanno votato più di 700mila persone che avrebbero portato l’affluenza al 55%.

Il Governatore Carles Puidgemont sembra comunque intenzionato a proseguire sulla strada dell’indipendenza:

I cittadini catalani si sono guadagnati il diritto di vivere in uno Stato indipendente. Lo stato spagnolo ha scritto oggi una pagina vergognosa della sua storia in Catalogna.

Sull’ultima parte non si può dissentire, ieri abbiamo assistito a immagini indegne di un paese democratico. Le cariche della polizia spagnola hanno ferito più di 840 catalani davanti ai seggi e sarebbero stati usati proiettili di gomma contro la folla. Sono stati registrati feriti anche tra le file spagnole con 19 poliziotti e 14 membri della Guardia Civil medicati. Gli agenti in tenuta antisommossa spagnoli hanno anche caricato un gruppo di pompieri catalani in divisa che tentavano di presidiare un seggio. I Mossos d’Esquadra (la polizia catalana) non ha obbedito agli ordini di Madrid limitandosi alle verifiche nei seggi senza chiuderli o sequestrare le urne.




Il Governo centrale di Madrid condanna fermamente il referendum definendolo “una sceneggiata” degli indipendentisti. Il premier Rajoy ha dichiarato:

 Il referendum che alcuni hanno voluto per spaccare il Paese e rendere indipendente una parte del Paese contro la volontà della maggioranza degli altri cittadini della comunità, semplicemente non c’è mai stato.

Rajoy ha inoltre ringraziato le forze dell’ordine per il lavoro svolto e ha indicato i leader catalani come “unici responsabili delle violenze di ieri. Ha ribadito che Madrid non intende fare passi indietro e si è detto pronto ad utilizzare l’Articolo 155 della Costituzione che gli permetterebbe di commissariare le istituzioni catalane revocando tutte le autonomie della regione.

I fatti di ieri hanno comunque dimostrato come la spaccatura tra Spagna e Catalogna sia ormai profonda e insanabile. Ormai servono a poco le invocazioni di Madrid alla legalità e al rispetto della Costituzione. Il Parlamento catalano pare pronto a dichiarare unilateralmente l’indipendenza, come reagirà Madrid? Ormai è tutto possibile.

Davide Cocconi

 

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