Dalla censura e dal samizdat alla libertà di stampa. URSS 1917-1990

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Samizdat in mostra a Roma con il titolo “Dalla censura e dal samizdat alla libertà di stampa. URSS 1917-1990”. Il volantino della mostra

Dal 27 Febbraio fino all’8 Marzo l’università La Sapienza apre alla mostra itinerante “Dalla censura e dal samizdat alla libertà di stampa. URSS 1917-1990” Il catalogo della mostra è già disponibile sui vari store italiani in versione digitale arricchita dalle note di studiosi della storia Russa.

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La mostra…

L’almanacco “Metropol” pubblicato in America nel 1979 – un pezzo unico della collezione del samizdat. Contiene testi censurati (cioè senza il permesso Glavlit) di scrittori noti come B.Ahmadullina, Voznesenskaya, E.Reyn, Vladimir Vysotsky, Yu.Aleshkovsky, G. Sapgir e altri.  Quattro pagine dattiloscritte, racchiuse in una cartella di cartone. Sul frontespizio Un grammofono. Questa copia apparteneva E.Bonner.

La sinossi , consultabile dal sito dell’editore digitale GoWare, recita: “Dall’impegno congiunto degli studiosi russi di Memorial Internazionale e della Biblioteca Statale di Storia della Federazione Russa è nata la Mostra Dalla censura e dal samizdat alla libertà di stampa.” La mostra è stata  inaugurata a Mosca e presentata successivamente alla Bibliothèque de Documentation Contemporaine di Nanterre. Poi fu la volta della Biblioteca della Sorbona. Grazie al Memorial-Italia è arrivata in Italia.

È la narrazione in presa diretta del risveglio morale e sociale di un grande paese imbavagliato,” prosegue la  sinossi,” che ritrovò allora coscienza e voce; la perestrojka, e poi la svolta del 1989-1991 devono molto agli eroi di questa fervida stagione.”.

La mostra è curata da Boris Belekin e Elena Strukova e il progetto grafico si deve a Pëtr Pasternak, è caratterizzata da immagini e documenti degli oppositori al regime sovietico. L’ampio risalto che si da ad un fenomeno, unico nel suo genere, racconta dei canali di distribuzione alternativi utilizzati per far girare gli scritti illegali, censurati o ritenuti ostili dal potere in carica.

Cos’è il “samizdat”

Parola russa che tradotta letteralmente significa “edito in proprio“. Sta ad indicare un movimento che esplose, tra gli anni ’50 e i primi anni ’60 del 900, in Unione Sovietica e nei paesi sotto la sua influenza. Canale alternativo di diffusione di opere censurate costituì nel periodo l’unica fonte di dissenso. Gli scrittori e i poeti dello samizdat furono incarcerati, mandati al gulag, espulsi e anche uccisi. All’inizio vi confluirono testi di ogni genere, visto che fu un chiaro strumento ad ampia diffusione. Molti non contenevano materiale politico. Il 20% dei samizdat sono ad esempio a sfondo religioso, poi ci sono poemi, saggi filosofici e via dicendo.

Come funzionava?

Il primo autore faceva delle copie del testo da diffondere con la carta carbone, distribuendole agli amici. Se questi ultimi le trovavano interessanti, anche loro passavano a loro volta le copie in loro possesso e via dicendo. In questo modo gli scritti si diffondevano a macchia d’olio per tutto il paese. Nonostante i rischi fossero maggiori dei guadagni, l’interesse degli autori di questo movimento è prettamente quello di diffondere concetti e comunicare. Spesso i fascicoli passavano di mano in mano e capitava di pochissimo tempo per leggere un testo che aveva una lunga lista d’attesa.

Dove e quando la mostra…

L’inaugurazione della mostra si terrà il 27 Febbraio alle 16:00 nell’aula V di Villa Mirafiori dell’Università La Sapienza di Roma. L’orario di apertura sarà dalle 10:00 alle 18:00. Il catalogo della mostra è acquistabile dal sito dell’editore, GoWare e da tutte le piattaforme online di distribuzione ebook. Il filmato fa riferimento alla mostra in una delle precedenti tappe, ovvero a Milano. Per tutte le informazioni sulla mostra e sul periodo e materiali di archivio è disponibile il sito: Memorialitalia

Simona Scravaglieri

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