Charles Manson sta morendo. Lascerà a breve “il nostro mondo fatto di immondizia”

Fonte cbsnews.com
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“L’anima è sempre là, all’inizio e alla fine non potete fermarla è più grande di me. Nella mia mente io vivrò per sempre” dichiarava Charles Manson durante il processo. Oggi questa frase vecchia di anni parla per lui. L’ottantatreenne mente killer della strage di Cielo Drive, sembra dover dire addio alla sua vita passata a delinquere, tra carcere e giri di prostituzione, chitarre ed esoterismo e quattro efferati omicidi.

L’inizio della fine?

Il feroce e sanguinario Charles Manson sarebbe in fin di vita. A dichiararlo è il sito TMZ. Uno dei più feroci e sanguinari criminali che la storia americana e l’opinione pubblica intera possano ricordare, starebbe per lasciare questa terra. Il penitenziario della California dove Manson è rinchiuso, ha confermato che il detenuto è stato trasportato in ospedale a Bakersfield, ma le sue condizioni di salute al momento non sono molto chiare. Secondo indiscrezioni trapelate, l’uomo si sarebbe già ammalato a gennaio 2017, quando avrebbe avuto necessità di un altro ricovero ospedaliero.

La strage e la condanna

Manson era a capo della “Family” la malvagia setta che si macchiò di uno dei più efferati delitti che sconvolsero il mondo intero per cui il killer fu condannato all’ergastolo. Sharon Tate, la moglie di Roman Polanski incinta di otto mesi e quattro suoi amici furono brutalmente assassinati per mano dell’uomo e dei suoi seguaci.

Manson inizialmente condannato a morte, fu salvato da una sentenza del 1972 della Corte Suprema della California in cui si dichiara la pena di morte incostituzionale, e la sua condanna venne trasformata in ergastolo con la possibilità di libertà condizionale. I suoi avvocati hanno richiesto la condizionale per ben 12 volte e per altrettante volte è stata negata. Se pensate che in tutti questi anni l’uomo sia stato un detenuto modello vi sbagliate. È stato infatti più volte citato per aggressione, ripetuto possesso di un’arma, minaccia di personale e possesso di un cellulare.

                 

Cinema e televisione per Manson e Family

Di Manson e della Family non si è occupata solo la giustizia in tutto questo tempo: giornalisti e registi hanno voluto ripercorrere più volte la folle storia di quella sanguinaria famiglia. Ricordiamo a tal proposito “Le ragazze perdute di Manson” documentario trasmesso su Crime Investigation.

Non è da meno il cinema: nel 2018, infatti, partiranno le riprese del film diretto da Quentin Tarantino che vedrà protagonisti il pluriomicida e le sue efferate gesta.

Dello stesso Charles Manson è stato pubblicato il libro illustrato a cura di Rudy De Amicis, intitolato “Charles Manson”, che contiene le dichiarazioni fatte dall’uomo durante il processo.

Le parole del sanguinario

In questi anni, psicologi e psichiatri hanno tentato di entrare nella mente del feroce assassino, chi in punta di piedi, chi in maniera irruente: un “personaggio spiazzante” lo hanno definito alcuni, altri “impossibile da comprendere”: sarà una maschera la sua o è quella la reale personalità del crudele sicario della morte? Avrà ancora qualche importanza cercare di capire? Manson sembra aver intrapreso un cammino che forse lo porterà altrove e non ci è dato sapere in che luoghi. Uno dei punti salienti della sua lunga dichiarazione rilasciata durante il processo che lo vide condannato alla pena capitale, fa riflettere e forse comprendere se pur in minima parte la sua pervertita mente:

“Ho passato la mia vita in carcere. Ho sempre visto la gente del mondo libero come i buoni e la gente nelle prigioni come i cattivi. Sono sempre stato in galera e sono rimasto stupido, osservando il vostro mondo crescere, senza riuscire a capirlo, senza capire le cose che voi fate. Ho fatto del mio meglio per tirare avanti nel vostro mondo. Ho fatto tutto ciò che ho potuto per andare d’accordo con voi e non ho ordinato a nessuno di voi di fare nulla di più di quello che voleva fare.
Quello che voglio è essere in pace qualunque cosa comporti. Ma questo non me lo permettete. Perché il vostro mondo è fatto di immondizia ai lati della strada, e io sono una delle vostre immondizie. Ora volete uccidermi. Ma io sono già morto, lo sono stato per tutta la mia vita. Io vivo nel mio mondo, e sono il re del mio mondo, anche se è un immondezzaio, se è nel deserto o da qualunque altra parte. Voi potete uccidere il corpo ma non potete uccidere l’anima. L’anima è sempre là all’inizio e alla fine non potete fermarla è più grande di me”.
Anna Lattanzi

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