Dalle proteste davanti al Riksdag ad oggi, che fine ha fatto Greta Thunberg?

Che fine ha fatto Greta Thunberg, la giovane attivista annoverata tra le 100 persone più influenti del 2019?

Sono ormai passati quasi due anni dal primo sciopero mondiale per il clima siglato FFF, Friday For Future, con stemma due trecce bionde e un motto ben noto, skolstrejk för klimatet. L’attivista sembrerebbe però aver lasciato le luci della ribalta a nuovi personaggi.

Greta ha compiuto diciotto anni lo scorso Gennaio, e ha inaugurato la maggiore età con un tweet che non è passato inosservato: “Sembra proprio un allegro anziano con lo sguardo verso un futuro splendente e magnifico” recita il post. “Così bello da vedere!”
Il destinatario altri non è che il presidente uscente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale nel 2019 le aveva rivolto un commento molto simile, e che l’attivista evidentemente non si è lasciata scivolare addosso.

Ma l’impegno di Greta non si limita alle allusioni sui social.
Il Forum economico riunito come tutti gli anni a Davos, in Svizzera, lo scorso 25 Gennaio ha permesso ancora alla ragazza di alzare la voce sulla questione climatica:

Il tempo dei ‘piccoli passi in una giusta direzione’ è finito da un pezzo. Se vogliamo avere almeno una piccola possibilità di evitare le peggiori conseguenze della crisi climatica ed ecologica, questo deve cambiare”.

Affermazioni recenti, ma dallo stesso sapore di quel “Voglio che andiate nel panico” che due anni fa risuonò nei notiziari internazionali.

La condanna del limite al “bla bla bla” inserita nel suo discorso vale anche per lei: a soli pochi giorni dell’avvento del 2021 Greta ha contribuito personalmente alle proteste insorte in Giappone, Sud Corea e Vietnam per opporsi al progetto Vung Ang 2 di una centrale elettrica a carbone in Vietnam, la quale avrebbe effetti catastrofici sull’ambiente per le generazioni a venire. “Avete tutto il mio supporto” dice in un video diffuso dal movimento FFF giapponese “Vi prego di non fermarvi”.

L’attività di Greta Thunberg non dipenderebbe quindi dalla notorietà, al punto che la neomaggiorenne non ha mai mancato un appuntamento con lo sciopero scolastico per l’ambientalismo, partito da un unico cartello rivolto verso il Parlamento svedese.
E dato che il sostegno di un Paese si manifesta in tanti modi, non saranno più esclusivamente gli schermi televisivi a riportare la sua immagine: una società svedese di servizi postali ha deciso di dedicare a Greta un francobollo, creato dall’artista Henning Trollback, che verrà regolarmente emesso.

Un lavoro forse più all’oscuro rispetto a qualche anno fa, ma certo è che Greta Thunberg non vuole dare l’impressione di lasciarsi scoraggiare. Nella speranza che i venerdì impegnati per un futuro più verde possano, il prima possibile, aumentare a un’intera settimana.

                     Katherina Ricchi

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