‘Chemioterapia? No grazie’: 14enne muore di cancro. Paura giustificata?

La coppia, originaria dell’Ohio, ha rifiutato la chemioterapia per la figlia 14enne, affetta da tumore al cervello, per “paura di danneggiare le cellule sane” e “finanziare le case farmaceutiche”. La loro volontà era di curarla con curcuma, tè verde e oli essenziali in grado di “sciogliere il tumore”, come avevano visto e sentito su internet. Ma cos’è davvero la chemioterapia? Qual è il rapporto rischio-beneficio?




Volevamo curarla con estratti naturali di oli essenziale, tè verde e curcuma. Su internet abbiamo visto che molte persone riescono a guarire grazie a questa terapia“. Queste le parole dei genitori della ragazzina di 14 anni morta per un tumore al cervello a Cleveland, USA. Il tumore si era presentato un anno prima, ma i genitori hanno preferito non sottoporla a chemioterapiaper non finanziare le case farmaceutiche“. All’intervento del tribunale la ragazzina versava già in condizioni gravi: dopo alcuni giorni di coma si è spenta in ospedale. Se i genitori si fossero informati un briciolo sull’argomento, la ragazzina sarebbe ancora viva. Il tribunale era intervenuto il 31 luglio, per ordinare il trattamento ma oramai la 14enne era già in coma ed è morta pochi giorni dopo.

Quando nasce la chemioterapia?

La chemioterapia nasce nel 1943, durante la seconda guerra mondiale. L’esplosione di una nave da guerra americana colpita dall’aviazione tedesca causò la dispersione del gas iprite contenuto in tonnellate di bombe immagazzinate nella stiva. Si scoprì che l’iprite contiene un derivato, la mostarda azotata, responsabile di un severo effetto depressivo sulle cellule del sangue. La mostarda azotata venne somministrata da Goodmann e Gilman a Yale, nello stesso anno, a sei pazienti con linfoma maligno, che ottennero un notevole miglioramento. Questo risultato suscitò grandi aspettative ma anche grandi delusioni per la comparsa di altre masse tumorali che crescevano molto rapidamente: purtroppo uno degli effetti collaterali dei chemioterapici è la carcinogenesi. Da allora la chemioterapia è stata notevolmente rivoluzionata, sino ad arrivare ai protocolli che utilizziamo oggi negli ospedali.




Cos’è la chemioterapia?

La chemioterapia nasce allo scopo di uccidere le cellule tumorali e, possibilmente, arrivare alla guarigione completa. I chemioterapici presentano anche a dosi terapeutiche (“normali”) effetti collaterali, per questo la somministrazione avviene alla dose minima efficace, così da ridurre al minimo la tossicità. Oggi si parla di polichemioterapia in quanto si utilizzano delle combinazioni di farmaci, dette protocolli terapeutici. L’uso della chemioterapia non può essere improvvisato, ma va “costruito” sulla persona. L’utilizzo in contemporanea presenta:

chemioterapia
Fonte: gds

 

  • Vantaggi: aumenta l’effetto terapeutico (sfrutta il diverso meccanismo d’azione), impedisce/ritarda l’emergere di cloni cellulari resistenti e aumenta la tolleranza del paziente:
  • Svantaggi: aumenta la tossicità dei farmaci e le possibili interazioni tra di essi.

Perchè utilizziamo i chemioterapici se fanno male?

I farmaci utilizzati nella chemioterapia agiscono sul ciclo cellulare, ovvero quell’insieme di processi che porta la cellula alla crescita e alla moltiplicazione. Nella massa tumorale, a causa di difetti del DNA, le cellule si moltiplicano continuamente. I chemioterapici infatti colpiscono i tessuti a rapida proliferazione, come le masse tumorali, ma anche midollo osseo, mucosa gastrointestinale, cute, bulbo pilifero, gonadi.

La chemioterapia è utilizzata per la differenza che esiste in termini di velocità di replicazione e processi di riparazione tra cellula tumorale e cellula normale, infatti:

  • Le cellule tumorali si moltiplicano molto velocemente in quanto mancano i normali meccanismi di controllo della replicazione;
  • Nella maggior parte delle cellule tumorali si riscontrano mutazioni a carico di geni coinvolti nei processi di riparazione del DNA, che invece sono normalmente presenti nella cellula normale.

Ecco perchè il danno indotto dal farmaco induce la morte della cellula tumorale e non di quella normale, che subisce un danno ma che poi riesce a ripararlo.  Le diverse somministrazioni sono intervallate da tempi più o meno lunghi che consentono alla cellula normale di riparare il danno indotto, mentre la cellula tumorale non sopravvive.

La chemioterapia non è un miracolo, non è sempre efficacie e può avere brutti effetti collaterali, ma rappresenta comunque una possibilità. Una possibilità che tè verde e curcuma non ci possono dare.

Fonti bibliografiche: Le basi farmacologiche della terapia-Goodman&Gilman

Marco Giglia

 

 

 

 

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